Concetti Chiave
- Nella critica del giudizio, Kant propone una mediazione tra i mondi attraverso la facoltà di giudizio, distinguendo tra giudizi determinanti e riflettenti.
- Il finalismo, fondamentale per Kant, si presenta in due forme: soggettivo, relativo alla percezione del soggetto, e oggettivo, inerente agli oggetti stessi nella natura.
- Kant definisce il bello come un piacere senza interesse, associato a una sensazione universale, e non come mera proprietà degli oggetti.
- Il sublime, a differenza del bello, si collega all'illimitato e si manifesta in due forme: sublime matematico e sublime dinamico, generando un piacere negativo.
- Il finalismo nella biologia è considerato da Kant essenziale per comprendere gli esseri viventi, poiché implica un fine interno che non può essere ignorato.
Mediazione tra mondi
Nella critica del giudizio tenta una mediazione tra i due mondi. il fondamento di questa mediazione è una facoltà, infatti il titolo tradotto letteralmente dal tedesco sarebbe “critica della facoltà di giudizio”.
il giudizio in generale è il sussumere (contrario di applicare) il particolare nell’universale, ovvero applicare l’universale al particolare. riguardo a ciò abbiamo due casi:
1- abbiamo sia il particolare che l’universale, quindi devo semplicemente applicare l’universale al particolare. il giudizio si chiama determinante. (universale = categorie e particolare = intuizioni empiriche)
2- ho il particolare, ma non l’universale, che devo trovare: giudizio riflettente.
Giudizio estetico e finalismo
secondo kant l’universale che dobbiamo trovare è l’idea di fine, il finalismo. infatti non è un universale che abbiamo, non fa parte delle categorie. il finalismo nella natura può avere due aspetti: soggettivo o oggettivo. quello oggettivo è il finalismo nell’oggetto, quello soggettivo è il finalismo secondo me nella natura.
per questo motivo ci sono due giudizi riflettenti: estetico e teleologico.
nella prima parte della critica del giudizio parla del giudizio estetico, ovvero del bello (finalismo soggettivo).
nella seconda parte parla del finalismo interno alla natura, cioè degli esseri viventi (finalismo oggettivo).
Quali sono le definizioni di bello?
il bello non è qualcosa che sta nelle cose, ma nasce quando conosciamo le cose ed è un sentimento di piacere che si prova davanti alle cose belle. ci sono quattro definizioni:
1- bello è l’oggetto di un piacere senza interesse.
(il bello non è il piacere dei sensi, semplicemente inteso, ne l’utile, ne ciò che è connesso al bene morale, ma è senza interesse: se vedo una bella automobile c’è il bello che io apprezzo a prescindere da qualunque interesse.)
2- bello è ciò che piace universalmente senza concetto.
(finalismo soggettivo: perché riguarda il soggetto ma non in modo diverso per ognuno. senza concetto perché di solito l’universalità riguarda la logica, invece in questo caso il sentimento, il sentimento di piacere.)
3- la bellezza è la fortuna della finalità di un oggetto, in quanto questo è percepito senza la rappresentazione di uno scopo.
(una bella automobile; è bella perché ha belle forme, nate per lo scopo di andare veloce, ma quando la apprezzo è solo per la bellezza, lo scopo non lo considero.)
4- il bello è ciò che è riconosciuto senza concetto, come oggetto di un piacere necessario.
(significa che piace necessariamente.)
in sostanza Kant dice che certe cose sono fatte in modo tale che sembrano fatte per noi, per farci stare bene: questo è il finalismo soggettivo.
Sublime e finalismo
il sublime è simile al bello, ma il bello ha a che fare con il limite, con la determinazione; invece il sublime con l’illimitato. ci sono due specie: matematico e dinamico.
il sublime matematico è il sentimento che proviene di fronte alle cose immense, smisurate. è un piacere negativo, perché noi ci sentiamo piccoli, ma al contempo superiori di quelle cose, perché possediamo il pensiero.
il sublime dinamico si prova di fronte alle cose potenti (es. temporale).
Finalismo e biologia
il finalismo che troviamo nel giudizio riflettente estetico è soggettivo; invece quello che troviamo nel giudizio riflettente teologico è oggettivo, ovvero interno all’oggetto, che è definito da kant essere organizzato (in vista di un fine interno) o scopi oggettivi della natura o fini immanenti (ha il fine in se stesso). uno dei motivi per cui scrisse la critica del giudizio fu che verso la fine del 1700 nacque la biologia, una nuova scienza che studiava gli esseri viventi. le opere precedenti non bastavano perché gli esseri viventi non possono essere compresi se non concependo il finalismo, che era stato escluso nella critica della ragion pura.
il finalismo si può definire orizzontale, ovvero che non punta verso l’alto, ma sta all’interno dell’essere vivente. questa è l’opera kantiana preferita dai romantici.
Aristotele definì l’anima come: atto primo di un corpo che ha la vita in potenza. per Aristotele l’essere vivente è caratterizzato dall’anima, ma anche dal fatto che ha un fine immanente. ma il finalismo non lo considera orizzontale, non tutte le parti sono finalizzate l’una all’altra e tutto il corpo all’anima, ma l’individuo è finalizzato alla specie e da qui risale a dio. è un finalismo che ha un energia che esce fuori.
Domande da interrogazione
- Qual è il fondamento della mediazione tra i mondi secondo Kant?
- Come Kant distingue tra giudizio estetico e finalismo?
- Quali sono le quattro definizioni di bello secondo Kant?
- In che modo il sublime si differenzia dal bello?
- Qual è il ruolo del finalismo nella biologia secondo Kant?
Il fondamento della mediazione tra i mondi è una facoltà, come indicato nel titolo "critica della facoltà di giudizio", che permette di sussumere il particolare nell’universale.
Kant distingue tra giudizio estetico, che riguarda il bello e il finalismo soggettivo, e il finalismo oggettivo, che si riferisce al finalismo interno alla natura e agli esseri viventi.
Le quattro definizioni di bello sono: 1) oggetto di piacere senza interesse; 2) ciò che piace universalmente senza concetto; 3) fortuna della finalità di un oggetto percepito senza scopo; 4) oggetto di un piacere necessario riconosciuto senza concetto.
Il sublime si differenzia dal bello in quanto il bello è legato al limite e alla determinazione, mentre il sublime riguarda l’illimitato, con due specie: matematico e dinamico, che evocano sentimenti di grandezza e potenza.
Il finalismo nella biologia è essenziale per comprendere gli esseri viventi, poiché Kant sostiene che il finalismo oggettivo, interno all’oggetto, è necessario per spiegare la loro organizzazione e scopi immanenti, contrariamente a quanto escluso nella critica della ragion pura.