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Concetti Chiave

  • Kant inaugura il criticismo come mediazione tra razionalismo ed empirismo, cercando di superare le loro inconciliabilità.
  • Il razionalismo, fondato da Cartesio, sostiene che la mente possiede idee innate, mentre l'empirismo, rappresentato da Locke e Hume, enfatizza l'importanza delle percezioni sensoriali.
  • Il criticismo si propone di analizzare la ragione umana, stabilendo la validità e i limiti delle esperienze umane e delle conoscenze.
  • Kant si distingue dallo scetticismo, cercando di legittimare le facoltà umane e stabilendo i criteri di validità nella conoscenza.
  • La sua filosofia è definita "filosofia del limite" per l'attenzione ai confini e alle condizioni che influenzano la validità delle esperienze esistenziali.

Kant, inaugura un nuovo indirizzo filosofico, il CRITICISMO (dal greco = soppesare, giudicare, valutare), che si propone all’istante come interposizione fra due correnti inconciliabili: il Razionalismo e l’Empirismo.

Razionalismo e empirismo a confronto

•Razionalismo: ossia la tendenza in ambito gnoseologico, inaugurata da Cartesio, secondo cui la mente è un contenitore di idee innate sulle quali si organizza il sapere deduttivo, quindi della conoscenza a priori. Tuttavia, questo orientamento non riuscì ad affermare con certezza che il pensiero corrispondesse all'essere, cioè che il piano logico corrispondesse al piano ontologico;

•Empirismo: indirizzo filosofico, indicato da John Locke, David Hume e Thomas Hobbes che in opposizione al razionalismo sosteneva i sensi e le percezioni quali unici strumenti per pervenire alla conoscenza. Si tratta di conoscenze a posteriori, il cui valore è limitato e non universale, garantendo così l’impossibilità di raggiungere conoscenze certe, per un inevitabile scetticismo.

La sintesi illuminante di Kant

Immanuel Kant, invece, elabora una sintesi illuminante, opponendosi allo sterile dogmatismo (accettazione di dottrine senza verificarne l’attendibilità) in virtù della posizione opposta per cui ogni evento è passibile di valutazione e giudizio. Da quest’atteggiamento, nascono il criticismo e la possibilità di considerare le esperienze umane, la loro validità e stessi limiti cioè interrogarsi programmaticamente circa il fondamento di determinate esperienze umane chiarendone:

Possibilità: le condizioni che permettono l’esistenza di un’esperienza; Validità: i titoli di legittimità o non legittimità che le caratterizzano;

Limiti: i confini, gli ambiti di tale validità;

Filosofia del limite e ermeneutica

Il criticismo quindi si impone come un’analisi della ragione umana che diventa giudice e imputato nel tentativo di scoprire cosa può realmente conoscere e affermare con certezza. Per questi motivi, vista la centralità del limite e dei termini di validità fissati, la filosofia kantiana è detta inoltre filosofia del limite oppure ermeneutica della finitudine poiché tende a stabilire nei vari settori esperienziali il carattere finito o condizionato delle possibilità esistenziali (trasporta la ricerca scientifica in ambito teoretico speculativo).

Superamento dello scetticismo

Tuttavia, nonostante l’apparenza, la sua ricerca speculativa intende superare lo scetticismo (crede nel valore della scienza e nell’esistenza di un sapere certo) proprio perché l’accettazione del limite non fa altro che legittimare e stabilire il fondamento delle varie facoltà umane “reperire nel limite della validità, la validità del limite”. Inoltre, se pur conforme all’illuminismo (che dal 700 aveva riconosciuto e segnalato i limiti della ragione) e rischiarato dall’empirismo (che lo aveva risvegliato dal sonno dogmatico), il kantismo si distingue non solo per il diniego degli esiti scettici, ma anche per un’analisi critica più profonda, insoddisfatta sull’indugio dei meccanismi conoscitivi e occupata invece, a fissare le condizioni di validità.

Criticismo: Analisi della ragione umana, e fondazione della legittimità delle pretese che essa avanza nell’ambito variegato dell’esperienza umana.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale obiettivo del criticismo kantiano?
  2. Il criticismo kantiano si propone di analizzare la ragione umana per stabilire cosa può realmente conoscere e affermare con certezza, opponendosi al dogmatismo e al scetticismo.

  3. Come si differenziano razionalismo ed empirismo secondo Kant?
  4. Il razionalismo, rappresentato da Cartesio, sostiene che la mente contiene idee innate e si basa sulla conoscenza a priori, mentre l'empirismo, sostenuto da Locke e Hume, afferma che la conoscenza deriva esclusivamente dalle percezioni sensoriali e si basa sulla conoscenza a posteriori.

  5. Quali sono i tre aspetti fondamentali che Kant analizza riguardo all'esperienza umana?
  6. Kant si concentra su possibilità, validità e limiti delle esperienze umane, cercando di chiarire le condizioni che permettono l'esistenza di un'esperienza e i confini della sua validità.

  7. In che modo il criticismo di Kant supera lo scetticismo?
  8. Il criticismo supera lo scetticismo affermando il valore della scienza e la possibilità di un sapere certo, legittimando le facoltà umane attraverso l'accettazione dei limiti e stabilendo le condizioni di validità delle esperienze.

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