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Kant, Immanuel - Il criticismo scaricato 7 volte

Kant, il filosofo criticista

Il criticismo di Kant è una sorta di scetticismo moderato in quanto salva come scienze la matematica (modello: Euclide) e la fisica (modello:Newton) ma deve però abbandonare la metafisica. Kant sostiene quindi che alcune verità sfuggono all’uomo. Le tre opere che indagano sulle attività tipiche dell’uomo sono:
-critica della ragion pura: attività conoscitiva,teoretica che opera sui limiti della ragione umana, si occupa della verità e di come l’uomo la conosce (cos’è il vero e cosa il falso?);
-Critica della ragion pratica: attività morale (cos’è il bene e cosa il male?);
-Critica del giudizio: attività estetica,degli artisti (che cos’è bello e cosa brutto?).

La ragione è giudice ed imputato in quanto critica la ragione stessa esponendo i propri limiti. L’obiettivo è quindi antidogmatico: apre gli occhi all’uomo razionalista facendogli capire che la ragione umana è limitata ma, contro gli empiristi spiega che la ragione umana non è tanto limitata come credono.

Kant applica una modifica fondamentale alla concezione di realtà. Tutti i filosofi antecedenti definivano la realtà come:
“Reale è tutto ciò che è indipendente da noi e dal nostro modo di conoscere”
Quando noi proponiamo di fare della metafisica, desideriamo sapere come sarebbe la realtà a prescindere dalla nostra esistenza. Per Kant esiste una realtà esistente a prescindere dalla nostra esistenza, la realtà noumenica (realtà intellettuale). Le sostanze che vi sono all’interno sono le cose in sé, le cose auto sussistenti. Questa realtà non è esperibile mediante i sensi,non possiamo conoscerla ma possiamo pensarla; non può essere conosciuta perché non esperibile attraverso i sensi, l’uomo non può quindi entrare in rapporto con tali elementi. Esiste inoltre la realtà fenomenica (Natura) che possiamo pensare e conoscere poiché dipendente da noi che contribuiamo a formare questa realtà. L’uomo non è lo specchio della realtà: quando conosce è attivo e dona al mondo un ordine. La forma di cui è fatto il mondo l’abbiamo data noi e, di conseguenza, al centro del rapporto conoscitivo non vi è più l’oggetto ma il soggetto. L’oggetto ruota intorno al soggetto prendendo la forza che il soggetto proietta su esso.

Ricapitolando:
La realtà è tutto ciò che è del tutto indipendente dalla nostra esistenza e dal nostro modo di conoscere. Per Kant, oltre alla realtà noumenica esiste anche quella fenomenica:

-realtà noumenica: è una realtà indipendente dall’uomo e dal suo modo di vederla, concepirla e conoscerla. La realtà noumenica è pensabile e descrivibile, ma non conoscibile;
-Realtà fenomenica: è il mondo della natura ed è tanto reale quanto quello della realtà noumenica. I fenomeni sono conoscibili perché è l’uomo iniseme alla natura a dar vita a ciò che vede e a dargli ordine. Conosco quindi un oggetto quando riconosco ciò che ho contribuito a formare-> oggetto intorno al soggetto. La realtà fenomenica è pensabile e conoscibile.

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