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Quale indirizzo politico predomina nell’illuminismo?

Nella concezione dello stato l'illuminismo nega l'origine divina del potere politico per ricondurlo ai principi umani, e cioè alle condizioni particolare ed alle esigenze dei singoli popoli.
Massimo rappresentante della dottrina politica dell'Illuminismo è il francese Carlo di Secondat, barone di Montesquieu (1689-1755), il quale, superando ogni astrattismo generico e tenendo conto della realtà concreta, afferma che le istituzioni e le leggi dei vari stati non sono arbitrarie, ma dipendono dalla diversa natura storica dei popoli (costumi, religione...) e dalle differenti condizioni naturali del paese (clima, struttura geografica, economia...): per questo le forme di governo sono relative e variano da popolo a popolo.

Tuttavia egli condanna l'assolutismo ed apprezza il liberalismo politico della costituzione inglese perché la monarchia costituzionale, con la suddivisione dei tre poteri (legislativo,proprio del parlamento; esecutivo, appartenente al re e al governo; giudiziario, spettante alla magistratura), garantisce ai cittadini la libertà ed il reciproco controllo dei tre poteri impedisce ogni abuso.

Tale concezione politica sarà messa in pratica dalla Rivoluzione americana e dalla Rivoluzione francese, quanto meno nel suo primo periodo.

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