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Il Settecento è definito "secolo dei lumi" in riferimento al lume della ragione che ha lo scopo di rischiarare le menti dal buio dell'ignoranza. Ma che cosa é l'Illuminismo? Kant risponde che "l'Illuminismo é uscire dallo stato di minorità intellettuale, divenire maggiorenni sul piano razionale e imparare a pensare con la propria testa". Infatti gli illuministi ritengono che l'uomo, pur essendo dotato d'intelletto, non nè abbia fatto buon uso. Il loro motto è 'sapere aude' (Osa sapere), cioè un incitamento ad assumere un atteggiamento di battaglia contro quelle forze che hanno ostacolato il libero uso dell'intelletto: le autorità, il potere politico, le religioni, le superstizioni, ecc. Quindi, criticano l'accettazione passiva del potere. La ragione è:
- limitata = non può arrivare all'ambito della metafisica;
- critica = tutto deve essere sottoposto al 'tribunale della ragione', rifiuto dogmi e superstizioni;

- libera = indipendente da qualunque autorità politica e religiosa;
- civile = non serve solo a conoscere la realtà ma anche a cambiarla.

L'Illuminismo nasce in Francia come reazione all'assolutismo monarchico. La figura di Luigi XIV, in cui venivano accettati tutti i poteri, era tale per diritto divino. La società dell'ancien regime era divisa in tre ordini: clero, nobiltà e terzo stato. Questi erano delle caste chiuse perciò non c'era la mobilità sociale, cioè chi apparteneva alla nobiltà era tale per diritto di nascita e tale restava, per gli illuministi la ragione accomuna tutti gli uomini in uguale maniera e fa acquisire una posizione nella società. Infatti, dopo la Rivoluzione francese e industriale, si passa dalla casta alla classe in questo modo nasce la proprietà privata.
L'Illuminismo, quindi, è espressione della classe borghese che si stava pian piano affermando come classe capitalista. Egli, si basavano sul concetto di 'progresso': l'uomo, sia individualmente che collettivamente, può migliorare la società. Il concetto di progresso implica che l'Illuminismo sia una filosofia ottimistica nei confronti del futuro, la storia così è lineare e progressista, ma anche laica e immanente in quanto il soggetto non è Dio ma l'uomo (concezione antiprovvidenzialistica); si nota però un bifrontismo, poichè è una filosofia pessimistica nei confronti passato: il 'Medioevo' aveva oscurato il lume della ragione.

l'Illuminismo critica le religioni tradizionali: l'ebraismo, il cristianesimo e l'islamismo; giudica Mosè, Cristo e Maometto come tre impostori che hanno diffuso dei dogmi irrazionali. Quest'atteggiamento critico verso la religione nasce:

- da un rifiuto dei dogmi in quanto oltre la ragione e l'esperienza non c'è verità;
- dalla teoria che tengono i popoli nell'ignoranza alimentando: fanatismo, intolleranza e guerre di religione;
- dalla convinzione che, imbrogliando i popoli, impediscono la felicità materiale tramite il senso del peccato.

Infine, sempre nell’ambito della critica alla religione, distinguiamo due filoni: il deismo e l'ateismo, contrapposti al teismo.
Il teismo è la base delle religioni positive: l'idea di un Dio trascendente, prevvidente, creatore e personale (volontà e intelletto).
Il deismo crede in una religione naturale e immutabile; Voltaire: un Dio impersonale e ordinatore (metafora orologiaio). L'ateismo rifiuta l'esistenza di Dio; D'Holbac: la religione è un fenomeno patologico e irrazionale.

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