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Critica all'idea di sostanza

Hume critica anche l’idea di sostanza materiale e rifacendosi all’esperienza. Esaminiamo la sostanza materiale. Attraverso i sensi l’uomo riceve le impressioni (il colore, il sapore, il suono…) e nota che queste impressioni si presentano uniformi e somiglianti relativamente agli stessi oggetti, anche se percepite in momenti differenti. Ad esempio, ogni volta che ho esperienza di un’arancia, osservo il medesimo colore, odoro lo stesso profumo e gusto l’identico sapore; ugualmente, guardando i mobili della mia stanza, anche in tempi diversi, provo somiglianti impressioni, naturalmente se i mobili non sono stati cambiati. Questa costante uniformità di sensazioni induce a credere che esista di per sé, anche nei momenti in cui non si esperimenta, una realtà materiale immutabile che riunisca e sostenga le qualità percepite durante le impressioni. Tale realtà dovrebbe costituire, ad esempio, l’essenza dell’arancia e dei singoli mobili.

Hume rifiuta questa conclusione, affermando che le impressioni offrono solo qualità sensibili e particolari, e non altro: non permettono quindi di conoscere, al di là di quelle impressioni, una sostanza che sia substrato (che sta sotto, che sussista di per sé) delle qualità sperimentate né autorizzano a supporla.
Il convincimento dell’esistenza della sostanza materiale è dovuto all’immaginazione, la quale, oltrepassando i dati dell’esperienza, collega le impressioni attribuendoli ad oggetti esteriori ritenuti esistenti.

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