Concetti Chiave
- La credenza è un sentimento naturale che non dipende dall'intelletto, contrariamente all'idea di finzione proposta da Hume.
- Le credenze nel mondo esterno comprendono l'esistenza continua e eterna delle cose, giustificate dalla loro coerenza e costanza nelle percezioni.
- La giustificazione della credenza nell'esistenza continua è legata alla capacità di dimenticare la natura discontinuo delle percezioni.
- Il ragionamento filosofico aiuta a distinguere tra percezioni e realtà, evidenziando che conosciamo solo le nostre impressioni e non la realtà esterna.
- Nonostante l'ingiustificabilità della realtà esterna, l'istinto umano porta a credere nella sua esistenza.
La natura della credenza
La conoscenza della realtà rientra nel dominio della probabilità, non conoscenza scientifica.
Per molto tempo pertanto la credenza è stata intesa come una forma di finzione nella filosofia di Hume ma in realtà si tratta di un sentimento naturale, indipendente dall'intelletto. Se dipendesse dall'intelletto potremmo credere in tutto ciò che riusciamo a pensare ma appare ovvio che questo processo non è realizzabile.
Credenze nel mondo esterno
Le credenze nel mondo esterno si sintetizzano nella credenza nell'esistenza continua delle cose e nella credenza nell'esistenza eterna delle cose.
Giustificazione delle credenze
La credenza nell'esistenza continua delle cose è giustificata dalla coerenza e la costanza di come si presentano alcune cose che permette di dimenticare il carattere particolare e discontinuo delle percezioni e fa pensare che queste cose abbiano carattere continuo,eterno.
La credenza nell'esistenza esterna nelle cose è giustificata invece dal subentrare del ragionamento filosofico che conduce a distinguere le percezioni delle cose in sé e insegna che ciò che si manifesta alla mente è solo la percezione delle cose esterne. La realtà esterna è pertanto ingiustificabile, l'unica realtà che conosciamo è quella delle nostre impressioni che filtrano la realtà esterna in cui, per istinto, continuiamo comunque a credere.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra credenza e conoscenza scientifica secondo il testo?
- Come si giustifica la credenza nell'esistenza continua delle cose?
- Qual è la posizione del testo riguardo alla realtà esterna?
La credenza è vista come un sentimento naturale, indipendente dall'intelletto, mentre la conoscenza della realtà è considerata nel dominio della probabilità, non della certezza scientifica.
La credenza nell'esistenza continua è giustificata dalla coerenza e dalla costanza delle percezioni, che portano a dimenticare il carattere discontinuo delle stesse, facendole apparire come eterne.
Il testo afferma che la realtà esterna è ingiustificabile; ciò che conosciamo sono solo le nostre impressioni, eppure continuiamo a credere istintivamente nella sua esistenza.