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Hume, David - Il pensiero filosofico scaricato 1 volte

Hume

Hume è l’ultimo rappresentante dell’empirismo. La sua analisi mette capo alla sfiducia circa la possibilità che gli uomini possano pervenire a una qualche forma di conoscenza (esiti scettici).
Per gli empiristi la conoscenza avviene attraverso l’esperienza o percezione(fonte) ovvero il contatto con la realtà (la ragione è una tabula rasa quindi il materiale deriva dai sensi).
Hume distingue le percezioni in due tipologie: le impressioni (che sono attuali e si presentano con forza e vivacità), le idee (immagini illanguidite delle impressioni, ovvero ciò che ricordiamo delle impressioni).
Conoscere significa stabilire corrette relazioni tra idee (contenuto del pensiero, niente a che fare con quelle di Platone).
Individua poi due generi fondamentali di conoscenza: quelle che derivano dalle relazioni tra idee (si ottengono derivando un’idea dall’altra a priori, ossia a prescindere dall’esperienza, senza bisogno di ricorrere ad essa. La conoscenza derivante dalla relazione tra idee è quella matematica che si raggiunge per via deduttiva ed è certa perché è una costruzione dell’uomo); quelle che derivano dalla relazione tra dati di fatto (presuppongono il raffronto con l’esperienza e quindi a posteriori perché si ha sempre bisogno della verifica empirica ed è una conoscenza probabile perché l’esperienza non possiede il carattere dell’universalità e della necessità). La maggior parte delle conoscenze sono possibili, non necessarie (conoscenze della natura). La prima relazione è tipica del razionalismo, perché le conoscenze sono ottenute per via deduttiva e il principio su cui si basa tale conoscenza è quello di non contraddizione. La seconda è tipica dell’empirismo e si basa sul principio di causalità.

Kant li chiamerà giudizi (unità minime di conoscenza) analitici (la conclusione non è altro che un’esplicitazione di ciò che è contenuto nella premessa) a priori; giudizi sintetici (dedotti da ciò che abbiamo ricavato dall’esperienza e aumentano la conoscenza, perché ciò che proviene dai fatti porta a qualcosa di nuovo) a posteriori.
Il moderato scetticismo di Hume deriva dalla critica che fa al principio di causalità: relazione che si instaura tra due fenomeni tali che ogni volta che si verifica uno si verifica anche l’altro e tolto uno non si verifica nemmeno l’altro e su questo principio viene fondata tutta la conoscenza della natura, infatti, le leggi sono relazioni costanti tra fenomeni.
La critica afferma che tale principio serva, ma è una relazione che non esiste in natura, costruita da noi per orientarci. Infatti noi uniamo due fenomeni secondo una relazione di causa ed effetto, ossia affermiamo che il fuoco è causa della scottatura, ma non esiste alcuna relazione che ci conferma ciò, però lo facciamo per abitudine, infatti, lo abbiamo visto 2-3 volte allora tra essi c’è una relazione. La pericolosità di questa critica sta nel fatto che ha minato le basi della scienza, in quanto ha affermato che il sole potrebbe anche non sorgere.

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