Concetti Chiave
- Thomas Hobbes nacque nel 1588 in Inghilterra e si formò accademicamente a Oxford, approfondendo il latino e il greco, e viaggiando in Europa con il figlio della famiglia Cavendish.
- La sua visione dell'uomo è pessimistica, considerandolo in perenne conflitto per gloria e autoconservazione, con una concezione materialistica della realtà.
- Hobbes definisce lo "stato di natura" come una condizione di egoismo e libertà illimitata, che porta a conflitti e alla necessità di un compromesso per la pace.
- Il Leviatano rappresenta un potere assoluto che nasce dai patti di unione e sottomissione, garantendo pace e sopravvivenza riducendo le volontà a una sola.
- Nonostante il suo potere, il Leviatano ha limiti: non può minacciare la vita dei cittadini e deve garantire un margine di libertà nella sfera privata.
Infanzia e formazione di Hobbes
Thomas Hobbes nacque a Westport in Inghilterra nel 1588. Venne avviato allo studio del latino e del greco e successivamente,iscrittosi all'università di Oxford apprese la logica sillogistica e approfondì il latino e il greco. Conseguì il "baccellierato delle arti" e divenne precettore del figlio primogenito della potente famiglia Cavendish,William, con il quale parte per un viaggio in Europa della durata di tre anni. Questa per lui fu un occasione per confrontarsi con altre culture,altri pensieri e altri usi. Fu influenzato maggiormente in Francia, a Parigi ove si trasferì nel 1640 e ove risedette per undici anni.
Qual è la visione pessimistica dell'uomo?
Hobbes ha una visione pessimistica dell'uomo secondo cui egli è in perenne conflitto con i propri simili per il desiderio di gloria e per l'istinto dell'autoconservazione; inoltre la ha una visione prettamente materialistica di esso secondo cui: l'uomo è un essere materiale e corporeo; ogni conoscenza deriva dai sensi e si sviluppa attraverso tre livelli (sensazione,immaginazione e intelletto); la materia corporea è l'unica realtà e il movimento l'unico principio di spiegazione dei fenomeni (critica del dualismo cartesiano) quindi bene e male coincidono con ciò che favorisce l'autoconservazione o che la ostacola e la libertà è soltanto "libera di fare quel che la volontà ha deciso".
Stato di natura e società civile
Questa visione pessimistica e materialistica corrisponde a quella che il filosofo definisce "stato di natura",una condizione ipotetica in cui gli uomini vivono in preda all'egoismo,godendo di illimitata libertà individuale che però comporta una situazione di ostilità generale con il rischio di distruzione reciproca. Gli uomini devono quindi rinunciare all'illimitata libertà individuale,anche detta "diritto naturale",seguendo tre massime della ragione (legge naturale): cercare un compromesso per ottenere la pace,limitare i propri diritti per il bene comune e rispettare i petti. Una volta che l'uomo rinuncia razionalmente al diritto naturale nasce la società civile che,secondo il filosofo, è fondata sul patto di unione e il patto di sottomissione: il primo implica la convergenza di molte volontà verso un solo scopo ma non garantisce stabilità e sicurezza; la seconda implica l'alienazione dei diritti e del potere a un unico sovrano (Leviatano),il quale ridurrà i diversi voleri del popolo a una sola volontà e garantirà la pace e la sopravvivenza degli uomini.
Il Leviatano e i suoi limiti
Dai due patti nasce lo stato del Leviatano (figura mitologica) che ha un potere assoluto,infatti non può essere privato del trono di sovrano fino alla sua morte,ha controllo totale delle azioni e delle opinioni dei suoi sudditi,incarna il potere religioso,coincide con la legge e stabilisce i limiti del giusto e dell'ingiusto e costringe all'obbedienza delle leggi da lui create,anche se lui non è tenuto a rispettarle. Nonostante questo immenso potere,il Leviatano può esserci,come già detto,solo se garantisce la sopravvivenza degli uomini, quindi per esempio volesse farne uccidere alcuni,non potrebbe farlo,in altre parole: ha dei limiti. Il primo limite si ricollega all'esempio appena fatto: non può emanare ordini che mettano a repentaglio la vita o l'incolumità dei cittadini; il secondo è il dovere di lasciare un minimo margine di libertà ai suoi sudditi nella sfera privata (essi potranno scegliere chi sposare,dove vivere,che lavoro fare,chi frequentare e così via).
Domande da interrogazione
- Qual è la formazione accademica di Thomas Hobbes?
- Qual è la visione di Hobbes riguardo alla natura umana?
- Cosa intende Hobbes per "stato di natura"?
- Qual è il ruolo del Leviatano secondo Hobbes?
- Quali sono i limiti del potere del Leviatano?
Thomas Hobbes nacque nel 1588 e studiò latino e greco, iscrivendosi all'università di Oxford, dove approfondì la logica sillogistica e conseguì il "baccellierato delle arti". Divenne poi precettore del figlio della famiglia Cavendish e viaggiò in Europa, influenzato soprattutto dalla cultura francese.
Hobbes ha una visione pessimistica dell'uomo, considerandolo in perenne conflitto per il desiderio di gloria e l'istinto di autoconservazione. Sostiene che l'uomo è un essere materiale e corporeo, e che la libertà è limitata dalla volontà.
Lo "stato di natura" è una condizione ipotetica in cui gli uomini vivono in egoismo e libertà illimitata, ma ciò porta a una situazione di ostilità generale e rischio di distruzione reciproca. Per questo, gli uomini devono rinunciare a tale libertà per garantire la pace.
Il Leviatano rappresenta un potere assoluto che nasce dai patti di unione e sottomissione, riducendo le diverse volontà del popolo a una sola. Garantisce la pace e la sopravvivenza degli uomini, ma deve rispettare alcuni limiti, come non mettere a repentaglio la vita dei cittadini.
Il Leviatano ha dei limiti: non può emanare ordini che minacciano la vita dei cittadini e deve lasciare un margine di libertà nella sfera privata, permettendo ai sudditi di fare scelte personali come il matrimonio e il lavoro.