Ominide 13147 punti

Hobbes è un filosofo inglese. La sua filosofia è considerata: giusnaturalistica, contrattualistica e assolutistica.
Nell'opera De Cive, applica il metodo geometrico alla politica. Egli, crede che esistano leggi geometriche oggettive, universali e necessarie che la regolano; infatti la considera una scienza (Hobbes: geometrismo politico; Spinoza: geometrismo morale).
Questa scienza politica è basata su due postulati certissimi della natura umana:
1) bramosia naturale dell'uomo: per la quale ognuno pretende di godere da solo dei beni della natura. (In uno stato di totale libertà, senza leggi nè regole, la natura offre spontaneamente i suoi beni e poichè ogni uomo desidera accaparrarsi questi beni, sorge necessariamente un antagonismo fra tutti gli uomini che comporta lo scontro costante)
2) la ragione naturale: per la quale ognuno rifugge dalla morte violenta come se fosse il peggiore dei mali.
Il primo postulato esclude che l'uomo per natura sia un "animale politico" (Aristotele). Hobbes, però, non nega che gli uomini abbiano bisogno gli uni degli altri, poichè non sono autosufficienti, nega che si associno per un istinto di benevolenza, infatti si associano per paura o bisogno (visione utilitaristica). Perciò nega l’esistenza di un amore naturale dell’uomo verso il suo simile.

Per Hobbes, l'uomo è naturalmente egoista, cioè pur di conservare ed affermare se stesso è disposto anche a prevaricare gli altri, fino ad ucciderli. Proprio questa caratteristica naturale di tutti gli uomini fa sì che lo stato di natura si definisca come uno stato di guerra tutti contro tutti (bellum omnium contra omnes), dove l'unico diritto che vige è il diritto su tutto (ius in omnia), compresa la vita degli altri; così si arriva alla definizione l'uomo è lupo per l'altro uomo (homo homini lupus).

Norberto Bobbio interpreta lo stato di natura di Hobbes, non come realmente esistito, ma come un'ipotesi per spiegare come vivrebbero gli uomini senza la società e le sue leggi. Ma è anche una situazione che si può verificare in determinate condizioni:
1) prestatale: quella dei popoli primitivi e delle tribù non politicamente organizzati perchè lo stato ancora non esiste;
2) antistatale: quella delle guerre civili, fra fazioni interne, perchè si instaura la totale anarchia;
3) interstatale: quella della rivalità, diplomatica e politica, tra stati sovrani perchè non esiste alcun diritto internazionale.

Lo ius in omnia, però, contrasta con il secondo postulato cioè l'istinto all'autoconservazione che nello stato di natura, definito 'stato di guerra tutti contro tutti', è in perenne pericolo; quindi, l'unico modo per salvaguardarlo è uscire dallo stato di natura. L'atto che segna il passaggio dallo stato di natura allo stato civile è la stipula di un contratto (pactum unionis) tra i cittadini, che volontariamente, guidati dalla ragione, rinunciano alla propria libertà assoluta trasferendola ad un terzo, cioè al sovrano (uno o assemblea), per avere garantiti il diritto alla vita e la sicurezza. Così i cittadini diventano sudditi e il sovrano, non avendo stipulato alcun contratto, non ha doveri (tranne garantire i sudditi) ed è sciolto dalle leggi (legibus solutus) in quanto detiene il potere assoluto (esecutivo, legislativo, giudiziario e religioso), che è indivisibile ed irrevocabile essendo un contratto unilaterale.

Il pactum unionis (patto di unione) dà origine allo stato assoluto ed è la fusione di due forme di patto del diritto romano:
- pactum societatis (patto di società): dà origine alla società, associa un gruppo di uomini che collaborano per un fine comune.
- pactum subiectionis (patto di subordinazione): dà origine allo stato, presuppone la cessione di potere dagli uomini ad un terzo.

Hobbes pone queste teorie nella sua opera principale: Il Leviatano un mostro marino di origine biblica (Antico Testamento). Sulla copertina è raffigurato un grande uomo con la corona, simbolo della sovranità, con il corpo costituito da tanti uomini, poichè nasce proprio dalla volontà di questi, impugna la spada e il pastorale, simboli del potere temporale e spirituale, che insieme formano il potere assoluto, infatti sovrasta tutto incondizionatamente e non c'è nulla sopra di lui.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email