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Hegel

Vita, opere e formazione

E’ la figura più importante dell’ idealismo tedesco (dopo Fiche e Schelling).
Nasce il 27 agosto 1770 a Stoccarda e inizia ben presto gli studi.
Per quanto riguarda la sua formazione, possiamo distinguere varie tappe:
• La sua formazione iniziò nel seminario protestante di Tubings (scuola per esponenti del clero)
• Non volendo dedicarsi alla carriera ecclesiastica, dopo gli studi si trasferisce a Berna e poi a Francoforte, fino al 1800. In questo periodo inzia a comporre alcuni scritti che verranno poi raccolti con il titolo “Scritti teologici successivi” , dedicati alla religione e soprattutto al cristianesimo, considerato da Hegel la religione che rappresenta la conciliazione tra dio e mondo. Ecco che secondo Hegel è proprio il superamento di questa scissione che porta alla scoperta della verità.

• Nel 1800 si trasferisce a Jena, centro della cultura romantica tedesca; in questo periodo scrive “Differenza tra il sistema filosofico di Fichte e Schelling”, schierandosi dalla parte di Schelling perché egli attraverso l’assoluto giunge al superamento della scissione tra soggetto e oggetto. Ma ben presto Hegel romperà il rapporto filosofico e d’amicizia con Shelling. Ecco che scrive in questo periodo “ La fenomenologia dello spirito” dove, nella prefazione di quest’ opera disprezza la filosofia di Schelling.
• Nel 1807 si trasferisce a Bamberga dove dirige un giornale
• Successivamente si reca a Norimberga dove diventa professore e nel frattempo scrive “Scienza della Logica”, con la quale Hegel vuole conferire alla filosofia un carattere scientifico, rigoroso e razionale (a differenza della filosofia di Shelling).
• Nel 1816 diventa professore all‘ Università di Heidelberg e poi nel 1818 all‘ Università di Berlino, dove mette in pratica alcune novità nel campo dell’insegnamento. In questo periodo scrive “Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio” (sintesi di tutto il suo pensiero) e “Lineamenti della filosofia del diritto”.
• Nel 1829 viene nominato rettore dell’ università di Berlino e ebbe una fama immensa ed è considerato il massimo pensatore della Germania.
• Il grande filosofo morirà a Berlino, forse di colera, il 14 novembre 1831.

I cardini del sistema hegeliano
Alla base del pensiero di Hegel vi sono 3 concetti fondamentali:

1) Convinzione della Razionalità del reale

Secondo tale principio ‘Ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale’.
Ciò significa che realtà, per il filosofo ,coincide con la realizzazione di un principio razionale, ossia lo SPIRITO (definito anche idea o Assoluto).
Esso è onnicomprensivo ,ossia costituisce un organismo unitario.
Essendo dunque la realtà espressione dello spirito, coincide con la ragione,che ne costituisce l'essenza profonda.
Una concezione che lo allontanerà dagli illuministi sarà il ruolo che egli assegna alla filosofia:
se infatti gli Illuministi la consideravano un mezzo per modificare la realtà in senso razionale ,egli gli attribuisce una funzione descrittiva ,ossia quella di dover semplicemente constatare quanto accaduto e comprenderne l’intrinseca struttura.

2) la verità vista come l'intero Secondo Hegel la verità’ non consiste in una considerazione parziale delle cose, ma nella visione completa.
Il sentimento, che non ci permette di cogliere tutti gli elementi e le sfumature di un avvenimento o di un fatto, viene definito col termine Astrazione: si tratta di un errore comune in cui incorrono molti uomini. Essa è tipica dell’intelletto, che separa e divide, per questo ci è utile per distinguere i tanti aspetti della realtà e fissarli nella nostra mente;
sarà poi la sintesi la sola in grado di restituirci la complessità del reale in tutta la sua concretezza.

Proprio in questo consiste l’approccio scientifico della filosofia hegeliana ,anzi la filosofia stessa è scienza in quanto ,attraverso la comprensione di tutte le sfaccettature della realtà riesce a darci un quadro perfetto di essa.

3) la concezione della dialettica
La dialettica si compone di tre momenti:
- Il primo è quello intellettuale (tesi) coincide con la determinazione delle cose. In questo momento la realtà appare costituita da oggetti separati e statisticamente contrapposti e il pensiero altro non può fare che collegare queste opposizioni attraverso riflessioni superficiali.
- Il secondo momento è quello dialettico (antitesi) in esso ogni determinazione si scopre limitata, in quanto si coglie il suo nesso inscindibile con l’ opposizione. Riusciamo a comprendere ciò attraverso IL pensiero razionale che riesce a farci comprendere il fatto che ogni cosa ha senso soltanto nella relazione con le altre.
- Il terzo momento è quello speculativo che rappresenta la negazione della negazione.

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