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La ragione


Come soggetto assoluto l’autocoscienza diventa ragione, ovvero la certezza di essere ogni realtà; la ragione rappresenta la sintesi del processo dialettico presente nella fenomenologia dello spirito e prevede anch’essa un processo di sviluppo logico-consequenziale diviso in tesi , antitesi e sintesi:

-ragione osservativa (tesi):
È un tipo di ragione che, pur cercando apparentemente altre cose, cerca in realtà se stessa, partendo da un osservazione che è esterna, ovvero da un “inquieto cercare”. È questa la fase propria dell’empirismo, del naturalismo rinascimentale, della fisiognomica (studia l’individuo attraverso la sua fisionomia), dello studio della natura organica e, infine, della psicologia.

-ragione attiva (antitesi):
È un tipo di ragione che non si limita ad osservare, ma che sente il bisogno di agire nel mondo, rendendosi conto che l’unità di io e realtà è qualcosa che deve essere realizzato. Tuttavia, tale progetto è destinato a fallire, essendo uno sforzo individuale, come testimoniano le tre figure della ragione attiva:
-piacere e necessità: figura in cui l’individuo impronta la propria vita alla ricerca del piacere. Tuttavia, in questa ricerca l’individuo inevitabilmente si scontra contro la necessità del destino, che lo rende consapevole di essere finito e limitato.
-legge del cuore e il delirio della presunzione: figura in cui l’autocoscienza cerca di opporsi al corso ostile del mondo appellandosi alla cosiddetta “legge del cuore” (reminiscenza della filosofia di Pascal) e al cosiddetto “delirio di presunzione” proprio di chi cerca inutilmente di sconfiggere il male del mondo.
-virtù e il corso del mondo: figura in cui l’individuo cerca di contrapporre il desiderio di cambiare il corso del mondo alla virtù, ossia un agire andando oltre l’immediatezza del sentimento. Tuttavia, tale contrasto non può che concludersi con la sconfitta del “cavaliere della virtù”.

-individualità in sé e per sé (sintesi):

È quel tipo di ragione che capisce di non poter cambiare il corso del mondo ed è quel tipo di individualità che, pur potendo raggiungere la propria realizzazione, rimane astratta e inadeguata, come testimoniano le tre figure in cui essa si articola, con le quali Hegel vuole dimostrare l’impossibilità di raggiungere l’universalità se ci si pone dal punto di vista dell’individuo.
-regno animale dello spirito: è il regno dell’inganno, poiché ai tentativi universalistici della virtù subentra l’atteggiamento dell’onesta dedizione ai propri compiti particolari.
-ragione legislatrice: è quella ragione che cerca delle leggi universali che valgano per tutti. Tuttavia, tali leggi sono contraddittorie per via della loro origine individuale.
-ragione esaminatrice delle leggi: è quella ragione che cerca di esaminare le leggi emanate dalla ragione legislatrice. Essa, però, è costretta a porsi al di sopra delle leggi e quindi a ridurne l’intrinseca validità.

Infine, l’uomo riesce a raggiungere l’universalità solo discostandosi dal punto di vista dell’individuo, nella fase dello spirito oggettivo come “sostanza etica”; cioè solo quando la ragione si realizza concretamente nelle istituzioni storico-politiche di un popolo e, soprattutto, dello Stato. Di qui deriva la formazione di uno Stato etico che vuole dare all’uomo principi e valori universali su cui fondare la propria esistenza.

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