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Il pensiero filosofico di Hegel

Il pensiero filosofico di Hegel, come detto si può ricondurre ad un cerchio mentre quello di Fichte ad una retta. In Fichte l’uomo non potrà raggiungere la perfezione ovvero la felicità, si avvicina ma non lo raggiungerà mai. In Kant, si parte da un punto con una condizione di bassa civiltà e si raggiunge un altro punto con un determinato grado di perfezione avendo come incognite la quantità e il grado. In Hegel il suo sistema è circolare, si parte da un punto di partenza, per arrivare poi ad un altissimo grado di perfezione tornando allo stesso punto di partenza. L’uomo è quindi in grado di raggiungere la perfezione in campo etico e morale, oltre il quale non si può andare, così come la cultura e l’arte hanno raggiunto un livello massimo, aldilà del quale non si può andare. Questo sistema vede un apice raggiungibile in un tempo e luogo ben preciso a differenza di Kant. Secondo Hegel, il periodo del Romanticismo ovvero l’800 è il periodo storico che ha raggiunto il massimo grado in ogni aspetto (filosofo, politico ecc..), il dove invece è la Germania non ancora unica (unificazione nel 1870 avviata dallo stato prussiano in cui Hegel è cresciuto e acculturato). Lui guarda lo stato prussiano come l’unico che raggiungerà uno stato elevato di tutto, ovvero uno stato guida che tutti devono emulare. È lo stato dove tutti ha raggiunto il massimo livello. Quindi il Cristianesimo tanto criticato, diventa la base della coscienza tedesca, che ne ha fatto un popolo civile che ha combattuto la schiavitù. Il cristianesimo entra nella poetica di molti filosofi, in Hegel prende molto spazio nella cultura tedesca perché ha sconfitto la schiavitù e la discriminazione sociale. Questa è un’esaltazione del filosofo della Prussia, perché stava ancora attraversando molti problemi, di fatti da poco aveva combattuto Napoleone. Lui diventa quindi un difensore dello stato e della monarchia costituzionale. Parlando di Dio come l’ossatura portante, Nell’idea si nasconde il concetto di Dio, chiamato con Assoluto o Ragione , razionalità. Dio diventa la mente progettuale, il regista della storia della natura, regista della storia dell’uomo. Dio è colui che programma e decide. Dicendo questo, l’uomo viene svilito, perde importanza rispetto a Dio, ciò che fa l’uomo si nasconde in questo Assoluto e Razionalità che è Dio. L’uomo quindi fa la storia, credendo di riuscire a raggiungere obiettivi personali o di uno stato ma in realtà non si sono resi conto che hanno raggiunto obiettivi programmati dalla mente di Dio. Dio quindi è l’idea progettuale. La nottola di miniera ovvero la civetta, fa la sua vita di notte, quando è finita la nostra giornata, noi come la civetta, ci accorgiamo di aver fatto le cose solo dopo averle fatte, cercando poi di riflettere e pensare. Il nostro destino lo sa solo Dio che prevede cosa l’uomo deve fare sia nel bene che nel male. Fichte aveva sostenuto che l’uomo andrà avanti nonostante i vari ostacoli uscendone fuori. Hegel sostiene si può e che dobbiamo giustificare tutto, anche il male, la guerra e gli orrori perché tutto rientra in questo sistema dialettico che Dio ha voluto. Dialettico perché è un continuo passaggio tra questi due opposti che si alternano e grazie ai quali l’uomo progredisce e va avanti.

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