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Hegel

Frederich George Hegel nasce nel 1770 in Prussia e muore nel 1831. Vive in Prussia nel periodo storico caratterizzato da eventi importanti che hanno influito sul suo pensiero a partire dalla rivoluzione francese, il terrore giacobino e l’egemonia dell’invasione napoleonica. Da giovane è convinto che il concetto kantiano di moralità e libertà possa essere utile al popolo tedesco in una situazione dove il popolo tedesco è sottomesso alla pressione francese. Egli riflette su diverse tematiche come: la tematiche del rapporto tra l’umano e il divino, terreno e ultraterreno che sono appunto concetti introdotti dalla religione cristiana su cui Hegel riflette. La sua giovinezza è caratterizzata da una formazione religiosa di stampo luterano (tedesca) e le sue prime riflessioni sul cristianesimo sono essenzialmente negative, infatti lui sosteneva che tutta la tradizione ebraico - cristiana avesse allontanato il divino dall’umano ponendoli l’uno contro l’altro. La città dell’uomo e la città del divino, quindi la fede veniva racchiusa in una dimensione privata dell’individuo, aspetto che Hegel non tollerava ovvero quest’allontanamento tra uomo e Dio, l’uomo considerato come creatura imperfetta caduta e Dio trascendente, perfetto al di là dello spazio e del tempo. Questa separazione tra divino e umano è una tematica che vede nella religione cristiana ponendo a volte anche l’uomo contro Dio. È una contrapposizione pesante anche quando lui mette in contrapposizione la religione greca che tanto adorava e quella cristiana. Il Dio ebraico veniva visto lontano e autoritario nei confronti dell’uomo. Lontano perché è trascendente e autoritario perché impone all’uomo il rispetto della legge morale.

Dall’alto Dio inculca i suoi principi dogmatici nell’uomo sottraendogli la libertà di agire, di conseguenza la chiesa cristiana impone l’uomo il rispetto dei dogmi se appunto si vuole che l’anima si salvi altrimenti c’è la perdizione. Questo è il suo punto di vista nel suo periodo giovanile quando studia la cultura cristiana e ad un confronto con quella Kantiana gli sembrava più umana quella kantiana rispetto a quella cristiana la quale rispettava la libertà del singolo. Secondo il filosofo idealista che riprende l’etica Kantiana ponendola ad un livello superiore rispetto a quella cristiana in un confronto con la religione Greca quella cristiana veniva surclassata. La religione Greca era una religione festosa, popolare che identifica il divino con l’umano. Parliamo di divinità antropomorfe, esseri trascendenti i quali sono trasfigurati mediante forme fisiche proprie dell’uomo. Praticamente le divinità vengono rappresentate con gli stessi caratteri umani; e queste personificazioni annullano la distanza con Dio.

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