Georg Wilhelm Friedrich Hegel


Hegel è stato un filosofo tedesco vissuto tra il 1770 e il 1831 e considerato l'esponente più significativo dell'Idealismo tedesco.

Il suo intento è quello di dimostrare che REALE e RAZIONALE coincidono.
Per fare ciò, egli parte dalla coscienza.
La sua opera più importante prende il nome di Fenomenologia dello Spirito o Storia Romanzata della Coscienza.

La dialettica Hegeliana si divide in: tesi, antitesi e sintesi.
Alla Tesi corrisponde la Coscienza, la quale a sua volta si suddivide in:
conoscenza sensibile;
percezione;
intelletto.

L'Antitesi, invece, è l'Autocoscienza o coscienza individuale, quella posseduta da tutti gli uomini in quanto ognuno di noi è diverso dagli altri.

Per questo motivo la coscienza, che è universale, si scontra con le molteplicità delle autocoscienze. A tal proposito, è da citare l'esempio del rapporto servo-padrone.
I due individui in questione possiedono la stessa coscienza in quanto quest'ultima è universale, ma le loro autocoscienze sono diverse. Il padrone, infatti, è colui che dà ordini al servo, mentre quest'ultimo è colui che obbedisce. Messa in questi termini sembrerebbe che il servo non possa fare a meno del padrone, ma in realtà non è così. Quest'ultimo, infatti, non è in grado di provvedere a se stesso, mentre il servo lo è. Il servo, d'altra parte, è comunque dipendente dal padrone dal punto di vista economico, dunque ha la consapevolezza di poter essere libero, ma non lo è davvero. La sua, dunque, è una coscienza infelice. La felicità è legata alla libertà, all'autosufficienza e per essere felici bisogna adottare uno stile di vita adeguato. Hegel giunge alla conclusione che l'unico stile di vita che può garantire la felicità è quello improntato sulla religione, nello specifico la religione cristiana. Il Cristianesimo è l'unica religione adeguata, in quanto la trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo) viene collegata alla dialettica tripartita degli Idealisti.

La Sintesi della dialettica Hegeliana, invece, viene interpretata dalla Ragione, incontro tra coscienza e autocoscienza. È qui che si colloca la celebre frase "Tutto ciò che è reale è universale e tutto ciò che è universale è reale".
A questo punto della sua riflessione, però, Hegel incontra un limite in quanto non sa giustificare l'esistenza del particolare se tutto alla fine converge nell'universale. Egli prova ad affidarsi a due scienze, la Fisiognomica e la Frenologia. La prima pretende di spiegare il modo di ragionare dell'individuo ricorrendo allo studio dei suoi tratti somatici; la seconda, invece, si interessa dello studio delle protuberanze del cranio.

Ciò che è certo è che queste spiegazioni non l'hanno convinto, motivo per cui egli decide di ripartire da capo, prendendo in considerazione un altro punto di vista. È in questo contesto che si colloca la seconda opera più importante del filosofo, L'Enciclopedia delle Scienze Filosofiche.

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