Concetti Chiave
- Beccaria condanna la pena di morte, sostenendo che il carcere deve essere un luogo di rieducazione e reinserimento sociale dei detenuti.
- Hegel, al contrario, giustifica la pena di morte come deterrente e considera la pena esclusivamente punitiva, non rieducativa.
- La visione di Hegel è influenzata dalla forza dello stato prussiano, che rappresenta per lui l'apice della razionalità divina e l'ideale di uno stato guida.
- Hegel distingue tra Diritto e Morale, considerando il primo come un aspetto esteriore e inferiore rispetto alla Morale, che deve guidare le azioni umane.
- Per Hegel, l'eticità è fondamentale, richiedendo non solo la condivisione delle leggi ma anche il loro rispetto pratico per raggiungere un livello superiore di moralità.
Il diritto penale e le opinioni di Beccaria e Hegel
Il Diritto si esplicita nel diritto penale, cioè il sistema di leggi che l’uomo costruisce dove prevede l’istituzione di pene che vengono attribuite ai cittadini che non rispondono alle leggi. Cesare Beccaria nell’opera Delitti e delle pene, condannava la pena di morte. Hegel invece sostiene che la pena di morte deve essere ammessa, che è un deterrente per coloro che non rispettano le leggi. Questo va contro l’ideale illuminista, sostenendo che la pena sia un qualcosa di importante per uno stato per punire i delinquenti, quindi il suo punto di vista è differente da Beccaria che sosteneva che il carcere doveva offrire al detenuto la possibilità di essere rieducato e reinserito nel tessuto sociale. Beccaria aveva anche fatto disegnare un grafico dove c’è la giustizia, da una parte c’è una figura femminile che tiene una testa di un detenuto, dall’altra c’è la figura femminile che mostra disgusto verso le pene capitali guardando verso degli strumenti di lavoro. Questo simboleggia il rifiuto della pena di morte e come soluzione, quella di usare i delinquenti in modo utile.
Qual è la visione di Hegel sulla pena e lo stato?
Hegel quindi sostiene che la pena è importante solo a scopo punitivo, non a scopo rieducativo e vede il carcere solo come il posto dove espiare le proprie pene. Hegel pensa così perché nasce e cresce in Prussia la quale sta diventando sempre più forte e che sarà lo stato che porterà alla nascita della Germania nel 1870. Stato forte, guida che deve essere emulato. La Germania, diventerà per Hegel lo stato che ha raggiunto la più alta delle perfezioni. Tutti i settori hanno raggiunto il massimo. È stato quindi Dio che ha voluto che lo stato prussiano fosse quello ad essere la guida degli stati europei e che rappresenta l’espressione più alta della razionalità divina.
Il confronto tra diritto e morale secondo Hegel
Il Diritto rappresenta un momento esteriore, ed è più basso rispetto alla Morale che rappresenta l’antitesi. Si tira in ballo di nuovo Kant con il concetto del senso del dovere. Hegel dice che l’uomo deve essere guidato dal dovere morale, dal profondo senso del dovere, dove condividere le leggi nel momento della moralità. Inoltre deve ritenere giusto che l’uomo abbia creato delle leggi che facilitano quello che potremmo chiamare il civil vivere. Quindi sostanzialmente, mentre Kant si ferma alla moralità, Hegel dice che non basta condividere le leggi, ma bisogna arrivare all’eticità ovvero alla messa in pratica, il rispetto pratico delle leggi che abbiamo condiviso. L’eticità è il momento più alto quindi più importante.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Beccaria riguardo alla pena di morte?
- Come vede Hegel il ruolo della pena nel sistema penale?
- Qual è la concezione di Hegel riguardo allo stato prussiano?
- In che modo Hegel differenzia tra diritto e morale?
Beccaria condanna la pena di morte, sostenendo che il carcere dovrebbe offrire al detenuto la possibilità di essere rieducato e reinserito nella società, contrariamente alla visione di Hegel che la considera un deterrente necessario.
Hegel ritiene che la pena abbia un'importanza esclusivamente punitiva e considera il carcere come un luogo di espiazione, senza un obiettivo rieducativo, in contrasto con l'ideale illuminista.
Hegel considera lo stato prussiano come l'espressione più alta della razionalità divina e un modello da emulare, sostenendo che esso rappresenta la perfezione raggiunta in tutti i settori.
Hegel distingue il Diritto come un momento esteriore e inferiore rispetto alla Morale, affermando che l'uomo deve essere guidato da un profondo senso del dovere e che l'eticità, ovvero il rispetto pratico delle leggi condivise, è il momento più importante.