Hegel

Hegel è il maggiore esponente del romanticismo-idealismo, lui porrà fine alla problematica romantica dell’ideale e del reale al punto tale che dice che il vero reale è l’ideale, ossia che la realtà è solo un apparenza, una forma finita del vero essere che è ideale ed infinto tutte le cose, quindi sono momentanee apparenze dell’infinito. Esiste un solo principio l’infinito che si manifesta secondo forme apparenti. Tutta la realtà è manifestazione dello spirito, esso vive attraverso un processo che continuamente si manifesta e si supera, si chiama “ Dialettica della vita dello spirito” che ha un procedimento dialettico. Lo spirito si realizza nel tempo attraverso alla dialettica quindi ha 3 momenti:
Tesi: Essere in se Antitesi: essere fuori di se sintesi: essere in se per se
Tesi: L’essere nella piena purezza, nella possibilità, essere prima di assumere qualunque determinazione.

Antitesi: La natura diventa il contrario della prima (si concretizza).

Sintesi: L’unione dell’idea e della natura diventa l’essere in se per se, lo spirito. L’unione dell’idea e della natura ci da la realtà che se rimane nella sua astrattezza è la pura idea, Hegel tratta questo aspetto nella logica, la natura è la materia che l’idea utilizza per realizzarsi, essa viene studiata nella “filosofia della natura”. Che cos’è lo spirito come unione di essere in se ed essere fuori di se ovvero idea e natura. Tutta la realtà e quindi la realizzazione della ragione. Questo processo non è lineare ma aspirale, il vero cresce sempre su se stesso. Ogni determinazione essendo l’opposizione della precedente è il suo superamento iniziale di un altro processo che a sua volta diventa sintesi e poi tesi di un altro processo. Tutta la realtà quindi è un continuo di cedere dello stesso principio attraverso momenti contrapposti, che crescono, nasce quindi, l’idea di processo cambia la forma ma non lo spirito. “Tutto ciò che è reale è razionale, tutto ciò che è razionale è reale” con questa frasi si può riassumere la filosofia di Hegel, vuol dire quindi che tutto ciò che esiste non è altro che la manifestazione del pensiero, della ragione, quindi logica “Panlogismo”. Con questa frase noi capiamo in oltre che non esiste nulla che non abbia una ragione, per cui esistere (nulla esiste a caso) vuol dire che se le cose sono così è perché così devono essere, tutto è necessario, ogni fase è necessaria, bene o male che sia ed è qui che cade la filosofia di Hegel (il nazismo doveva accadere perché necessario?). Noi passiamo da una fase ad un’altra con un momento di passaggio rappresentato dalla morte e dalla rinascita. Secondo Hegel la guerra distrugge una forma apparente di razionalità da cui nasce qualcosa di più grande e forte. Fichte
introduce tesi e antitesi, Hegel aggiunge la sintesi che è la realizzazione in quel momento dell’infinito perché secondo Fichte l’infinito non si realizzava mai poiché Hegel controbatte sostenendo che io quando scopro una fase si realizza in quel momento l’infinito, Hegel infatti sostiene che l’infinito di Fichte è un cattivo infinito.
FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO: conoscenza di come appare e si manifesta lo spirito, la realtà quindi è la manifestazione dello spirito, Hegel individuerà tappe generali e quali sono le figure attraverso le quali lo spirito si manifesta sono 6:
- Coscienza: sensazione, percezione, intelletto; - Auto-coscienza;
 - Ragione;

- Spirito;
La prima manifestazione dello spirito avviene attraverso la coscienza (lo spirito si manifesta quando uno prende coscienza di qualcosa). La coscienza avviene attraverso la sensazione, la percezione e l’intelletto. Nel momento in cui prendo coscienza di qualcosa ciò mi porta a prendere coscienza di se stesso, ciò si manifesta come desiderio di farlo mio per poterlo usare, in questo modo si testa l’autocoscienza, ora sappiamo cosa siamo ovvero sono, un essere pensante che si rappresenta le cose per poterle usare, perché attraverso l’utilizzo degli oggetti noi acquisiamo libertà. Per realizzare la mia libertà devo possedere gli oggetti quindi nasce lo scontro tra individui poiché tutti hanno bisogno di usarli per distinguerci dall’oggetto stesso, Hegel chiama ciò “dialettica del servo/padrone”, queste due coscienze scontrandosi o rischiamo di morire o una delle due si deve sottomettere all’altra e quindi nasce la coscienza padrone che sottomette la coscienza servo. Apparentemente sembra libero il padrone poiché usa le altre persone come cose e il servo sembra sottomesso. Ad essere libero non è il padrone poiché per essere libero non bisogna dipendere dalle cose ed essere autonomi, vuol dire essere indipendente dalla realtà ma saperla usare, a furia di comandare io disimparo il rapporto con le cose. C’è questo capovolgimento die ruoli, il padrone che sembra padrone perché comanda, in realtà non è libero poiché solo attraverso il lavoro si diventa liberi, questa ambiguità viene risolta, dice Hegel, con 3 atteggiamenti:
- Religione;
- Sapere assoluto.
- Lo storicismo: è la posizione di colui dice “non importa chi è servo o chi è padrone la libertà è un patto interiore”. Questa posizione però è ambigua ed è unilaterale

poiché se è un fatto interiore questo mi guida di rapportarmi alle cose e quindi di non realizzare la libertà.
- Lo scetticismo: è colui che dice “ o padrone o servo nessuno dei due ha valore” quindi predica il non senso della vita e della realtà.
- La coscienza infelice: è la coscienza dell’uomo religioso che manifesta la realizzazione della coscienza, della realtà all’altra vita, nell’aldilà. Importante di Hegel è la “dialettica servo/padrone” perché questo concetto sarà ripreso anche in Marx che sosterrà hegel e appoggerà l’affermazione di Hegel che la realtà è la dialettica cioè è un processo in un movimento che si manifesta attraverso opposizione della tesi e dell’antitesi, però essa non è qualcosa di ideale poiché finché una coscienza è servo rimane tale, ciò non è una posizione realistica, la contrapposizione non è ideale ma reale. Questa sottomissione può venir meno solo con la ribellione, ciò servirà a Marx per creare il concetto di lotta di classe.

Hegel si concentra molto sull’unione di spirito e natura che si concretizzano. La coscienza si manifesta nello spirito soggettivo del singolo individuo poiché ogni individuo è la manifestazione soggettiva dello spirito, perché ognuno di noi è una manifestazione soggettiva della coscienza, poiché tutti ne possiedono, esiste una
sola coscienza che si manifesta essa si particolarizza, assume forme finite in base all’individuo o lo spirito soggettivo al suo interno possiede 3 momenti. Lo spirito soggettivo ha bisogno di oggettivarsi così da poter conquistare la libertà, essa si manifesta in 3 momenti:

- Antropologia: il destarsi dell’anima;

- Fenomenologia: Lo spirito;

- Psicologia: Lo spirito libero che conosce ed agisce.
Se la conoscenza rimane soggettiva non si realizza, essa ha bisogno di oggettivarsi, molte coscienze soggettive si uniscono e creano lo “spirito oggettivo”, la libertà di ognuno di noi si manifesta attraverso:

- Il diritto
- La moralità
- L’eticità: essa si divide

- Quindi non sono libero solo se posseggo le cose ma sono libero anche dentro di me poiché agisco secondo la ragione e senza condizionamento. La libertà legata alle cose fuori di me e la libertà legata all’intenzione con cui io faccio le cose trovano realizzazione dell’eticità, ovvero alla mia intenzione dell’agire corrispondono fini concreti, essi si manifestano in 3 forme:

- Famiglia

- Società

- Stato


Lo spirito di ognuno di noi si manifesta in queste 3 forme, nella famiglia due soggettività si uniscono per costruire qualcosa di più grande di loro, costruiscono la famiglia, cosa spinge due libertà ad auto limitarsi? Il sentimento dell’amore. La soggettività di un’unico individuo costruisce qualcosa di altro da me in questo modo costruisce in modo oggettivo la coscienza. La libertà e la ragione di ognuno di noi poiché essa si realizza non tanto con le cose ma in rapporto con un altro individuo. La Società si crea quando più persone di uniscono non più nel vincolo dell’amore ma per interessi comuni, ogni coscienza quindi si limita per un interesse, questi due momenti trovano la loro più alta manifestazione dello Stato, Hegel enuncia che lo stato è l’ingresso di dio nel mondo cioè la forma più elevata in cui si manifesta la ragione, lo stato per Hegel diventa il dio visibile; cioè che tutto dipende dallo stato e nulla dipende al di fuori di esso e tutto viene fatto per esso, con lui si esprime la concezione organistica dello stato, esso è vivente e formato da una serie di organi, inutili presi singolarmente, poiché noi siamo quello che siamo poiché siamo all’interno di esso “tutto in funzione dello stato, tutto per lo stato, nulla al di fuori dello stato”. Queste frasi riassumono il concetto totalitario dello stato, essa è la concezione romantica dello stato (concezione etica). Lo stato si manifesta e si realizza attraverso l’azione ed il comportamento e la volontà di alcuni individui i quali incarnano in quello momento storico il senso della storia, fanno ciò che deve accadere, sono quegli “individui cosmicostorici” da noi chiamati eroi che con la loro volontà realizzano ciò che in quello momento deve essere fatto. Questa idea gli venne quando Berlino fu invasa da napoleone poiché lui in quel momento stava incarnando l’infinito, la ragione si serve degli uomini per realizzare se stessa hegel chiama ciò “astuzia della ragione”, cioè essa ci inganna, essa ci fa credere si agire secondo la nostra volontà, quindi noi non facciamo altro che realizzare il nostro destino, ciò vuol dire che l’uomo non è più libero, ma c’è necessità e se non c’è libertà io non sono più una persona ma un individuo, un elemento di un sistema, infatti Hegel non parla di persone ma di individui, noi diventiamo strumenti della ragione che automaticamente diventa protagonista della storia che non è altro che il dispiegarsi della ragione nel tempo attraverso la dialettica fra gli stati unico

protagonista della storia, lo stato più forte è quello che mostra una reazionalità maggiore ed esso sottomette lo stato meno razionale, la guerra che sembra un male porta lo stato più razionale a maggiore quello inferiore, poiché lo si porta ad un elevazione nella concezione di hegel lo stato prevede decisioni anche nella vita pubblica non c’è più la libertà nella persona, questo è un governo totalitario, lo stato organizza anche il tempo libero, non viene lasciato nulla. L’ultima manifestazione dello spirito è “Lo spirito assoluto”, mentre lo spirito oggettivo rappresenta la forme attraverso cui lo spirito si realizza (si fa essere). Lo spirito assoluto rappresenta la coscienza che l’assoluto ha di se stesso di essere tutte le cose, si manifesta attraverso:
- L’arte

- La religione

- La filosofia

Esprimono 3 modi con cui la ragione, la coscienza ha modo di sapere, di essere tutta la realtà nell’arte questa convinzione che l’infinito dipende dall’infinito noi lo manifestiamo nell’opera artistica dove essa è oggetto finito che esprime qualcosa di più grande, c’è un rapporto tra forma e contenuto (l’arte come espressione dell’infinito). Questa forma viene superata dalla religione che sostiene che dio è il creatore del mondo ciò significa che esiste una realtà finita, quindi il mondo torva il suo senso in qualcosa di infinito, questa convinzione si esprime attraverso il sentimento, noi avvertiamo che la nostra vita non ci appartiene perché capiamo che non ci siamo creati noi, avvertiamo che c’è qualcosa di più grande della realtà quotidiana, ovvero la presenza di un destino e cerchiamo di dare un immagine a questa verità, creando delle figure, nascono così le religioni. La filosofia traduce per concetti in modo certo questa verità, tutte le filosofie sono il tentativo di spiegarsi questa verità che il reale è espressione del razionale, hegel afferma ciò in modo certo, sembra così che lui abbia terminato il cerchio.

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