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Con lui si arriva all'idealismo assoluto. Nasce nel 1770 e studia a Tubinga, un collegio protestante. Fa amicizia con Holderlin e Shelling che studiano Kant, insieme piantano l’albero della libertà. Finisce di studiare e decide di dedicarsi alla carriera ecclesiastica, quindi va a Verna tra il 93 e 96, poi a Francoforte. Ora i libri che scrive hanno tutti un carattere religioso, e vengono pubblicati un secolo dopo. Nei suoi testi elogia il cristianesimo come riconciliazione tra Dio e il mondo. C'è un superamento dell'ebraismo e una tensione verso la totalità.
Prende posizione a favore di Shelling: dice che è contro Fichte, privilegia l’io a discapito dell'oggetto.

L'assoluto per lui è l'unione tra spirito e natura (cioè tra soggettivo ed oggettivo). Questo pensiero fu temporaneo fino al 1807 quando pubblicò la “fenomenologia dello spirito” in cui nella prefazione c'è una rottura perché per lui Shelling rinuncia ad attribuire al pensiero l'assoluto, arrivando ad un cattivo assoluto cioè intuizione artistica in cui gli opposti ed i contrasti si annullano.

Nella sua filosofia fa un affresco della verità dello spirito assoluto, cioè spazio e tempo attraverso tesi antitesi sintesi che portano alla verità.

-Dialettica-

Il suo sistema è diviso in tre fasi o momenti:
-Momento intellettuale o astratto, Cioè determinazione delle cose
-Antitesi
-Momento speculativo o sintetico cioè antitesi più tesi.
Ad esempio una madre dice: io sono la famiglia; Il figlio risponde: no io sono la famiglia; il padre dice: no, la famiglia siamo tutti insieme. Il pensiero della madre coincide al momento intellettuale o astratto, quello del figlio all'antitesi, e quello del padre al momento sintetico

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