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Galileo Galilei e le sue scoperte


Le principali scoperte di Galileo Galilei furono soprattutto in campo astronomico principalmente grazie all'invenzione del telescopio realizzata dallo stesso Galileo all'inizio del seicento. Grazie ad esso poté osservare per la prima volta la superficie della luna scoprendo che non era liscia e sferica come sosteneva Aristotele. Osservò inoltre che la via lattea era costituita da innumerevoli stelle lontanissime, fatto che faceva pensare a un'universo infinito. Inoltre, osservando Giove, si accorse di come quattro stelline più luminose delle altre gli ruotassero attorno: si trattava dei quattro maggiori dei sedici satelliti di Giove, che chiamò stelle medicee in onore di Cosimo dei Medici. Tutte queste scoperte vennero pubblicate nel libro Siderius Nuncius, che significa il messaggero delle stelle, e divenne opera di grandissimo successo e venne tradotta in innumerevoli lingue tra cui addirittura il cinese. Le sue osservazioni portarono Galileo ad avallare completamente la teoria eliocentrica di Copernico, così avversa dalla chiesa, la quale gli diede divieto di appoggiare apertamente i suoi contenuti. Ma Galileo lo fece lo stesso con uno stratagemma: nel 1630 pubblicò il suo capolavoro, ossia "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo;" si trattava di una conversazione tra due scienziati e un nobile che discutevano della correttezza del modello sia tolemaico geocentrico sia che copernicano eliocentrico. Attraverso le domande e le risposte dei personaggi, Galileo esponeva chiaramente lo scontro tra i due sistemi cosmologici e scrivendolo in italiano anzi che latino lo rendeva accessibile a tutti. Quel successo preoccupò la chiesa tanto da accusarlo di eresia e fu costretto ad abiurare.
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