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Galileo Galilei

Vita,Invenzioni e Scoperte

Galileo nasce a Pisa nel 1564. Il padre lo iscrisse a medicina, ma Galileo si dedicò agli studi scientifici. Nel 1586 risale la sua prima invenzione, la bilancia e qualche anno dopo ottenne la cattedra di matematica presso lo studio di Pisa. In questo periodo condusse esperimenti sulla caduta dei gravi e fece amicizia con Keplero, nonostante l’incompatibilità di alcuni ideali. Nel 1610 dimostrò la teoria eliocentrica mediante l’utilizzo del cannocchiale, strumento già esistente ma da lui perfezionato. Con questo egli poté osservare la superficie lunare e soprattutto visionare le fasi di Venere, da cui dedusse che i vari pianeti ruotano attorno al sole.
Galileo inoltre è il promotore di una nuova concezione della scienza basata sull’osservazione e la verifica dei dati: il metodo sperimentale, ancora utilizzato ai giorni nostri. Egli ha anche grande abilità nella tecnica e ciò gli permise di fabbricarsi gli utensili di cui necessitava. Nello studio del cosmo, lo scienziato scopre che tutto ciò che è presente nello spazio è soggetto a mutazioni, intaccando così il dogma aristotelico dell’immutabilità dei corpi celesti. Per quanto riguarda la struttura dell’universo, egli rifiuta la teoria delle orbite ellittiche di Keplero a favore del moto circolare, poiché se circolare non fosse, i pianeti tenderebbero ad allontanarsi dall’universo. Questo è anche segno di una visione perfetta del cosmo, in quanto il cerchio è perfetto mentre l’ellisse deforme. Galileo scopre l’universalità delle regole matematiche le quali ordina la natura, spiegano fenomeni fisici e propone dunque una conoscenza della realtà uguale per tutti. Il linguaggio matematico permette perciò di comprendere a pieno la natura.

In un primo momento le scoperte di Galileo vengono ben accolte dal pontefice, il quale critica solo il fatto che lo scienziato le promosse come vere e non come ipotesi. Tuttavia con la pubblicazione dei Dialoghi, inizia un processo di eresia che si concluse con l’inserimento dell’opera nell’indice dei libri proibiti in quanto Galileo andò contro quanto veniva affermato nelle sacre scritture. Egli provò a rivendicare l’indipendenza della scienza dalla religione, ma invano.
Per i posteri, Galilei rappresenta un modello importante.
Leopardi afferma che egli, per il suo essere rivoluzionario,è paragonabile a Dante Alighieri. Italo Calvino invece gli attribuisce il primato nel paragonare la natura non più ad un libro ma alle lettere dell'alfabeto: come dalla combinazione delle lettere derivano le parole, così dalla combinazione degli elementi della natura derivano le cose. (“I venti caratteruzzi della conoscenza “)


Opere maggiori

-Nel Sidereus Nuncius ,scritto nel 1610, Galilei pubblica i risultati delle sue prime osservazioni astronomiche attraverso il cannocchiale e descrive la superficie della Luna (che contrariamente alle credenze antiche è irregolare),il movimento relatico tra la Luna e la Terra, la composizione della Via Lattea (fatta da un ammasso di stelle) e l’esistenza di 4 sconosciuti satelliti di Giove (battezzati medicei in onore di Cosimo II de’ Medici).
-Il Saggiatore, pubblicato nel 1623, nasce da una discussione sulla natura delle comete fra Galilei e Orazio Grassi. In quest’opera, Galilei afferma l’importanza di una scienza basata su dimostrazioni certe e esperienze, ovvero lo studio di una natura basata su regole matematiche.
-Questo concetto chiave del pensiero dello scienziato viene ribadito vigorosamente nel Dialogo sui massimi sistemi del mondo. Esso viene pubblicato nel 1632, ed è suddiviso in quattro giornate: nella prima vengono poste le basi della dinamica moderna, nella seconda si affrontano come argomenti il moto terrestre e viene formulato il principio di inerzia, nella terza il moto annuo della Terra e nell’ultima il problema delle maree.
-Pubblicati nel 1638, i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze vengono considerati il capolavoro scientifico di Galilei. Anch’essi sono divisi in quattro giornate e presentano argomentazioni relative al moto accelerato che conducono alla moderna cinematica.

Lingua e stile

Galilei utilizza per i suoi scritti la lingua volgare fiorentina. Questa scelta è determinata dal fatto che egli vuole indirizzare le sue opere ad un pubblico più vasto al di fuori dell’ambiente universitario (anche ai tecnici che creavano gli strumenti). Inoltre il passaggio dal latino al volgare nell’ambito scientifico sottolinea per Galilei un passaggio dalla “vecchia scienza” alla nuova. Egli infatti attua un nuovo programma culturale che utilizza gli stessi mezzi della cultura tradizionale.

Una caratteristica importante delle opere di Galileo è la limpidezza e la semplicità della prosa; ciò rispecchia l’intento pedagogico (ovvero la necessità di far comprendere a tutti l’opera e di istruire il pubblico). Questa caratteristica è coadiuvata anche dal linguaggio utilizzato da Galilei; egli riesce ad unire il linguaggio comune con quello tecnico (i cui termini non inficiano alla comprensione generale) dando vita alla moderna lingua scientifica. Per renderla di facile comprensione, Galilei inserisce anche la metafora e talvolta la favola.
Per scrivere le sue opere, egli sceglie come genere letterario il dialogo piuttosto che il trattato per diverse ragioni:
poiché consente il confronto tra le diverse posizioni (es. Simplicio, che difende la teoria geocentrica, Salviati, che crede nella teoria copernicana eliocentrica e Sagredo, che non si pone in nessuna particolare posizione)
consente di sviluppare la volontà pedagogica dello scienziato
mette in risalto la rivoluzione scientifica che Galileo vuole promuovere, la quale è basata su un procedimento logico derivante da un ragionamento.

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