gaiabox di gaiabox
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Stando sulla nave, dei due movimenti precedentemente analizzati noi percepiamo il movimento verticale di caduta, perché esso è relativo alla nave (cioè comporta una modi-fica della posizione del corpo in movimento relativamente alla nave: esso prima è in cima all'albero; poi alla base del medesimo). Stando sulla nave, noi non avvertiamo, invece, il movimento di traslazione orizzontale del corpo: il movimento orizzontale, infatti, non comporta alcun mutamento di posizione del corpo in movimento rispetto alla nave, ma è come se si verificasse mentre il corpo è ancora sulla cima o è già caduto alla sua base. Esso non è dunque un movimento relativo alla nave (e a noi che lo osserviamo dalla nave stessa), ma è comune sia al corpo, sia alla nave nel suo insieme.
Per la stessa ragione, noi non avvertiamo il movimento stando sulla nave, se manchiamo di punti di riferimento esterni alla nave, come isole o punti significativi della costa (per esempio perché siamo sottocoperta) e se il movimento della nave procede uniformemente in linea retta, senza spostamenti laterali e senza repentine accelerazioni o decelerazioni: il movimento della nave non è infatti relativo alla nave stessa. E questo il principio di relatività del movimento, strettamente legato ai precedenti: esso comporta che sulla base di esperienze (meccaniche) e osservazio-ni compiute stando all'interno di un sistema (per esempio quello rappresentato dalla nave), senza punti di riferimento esterni al sistema (isole, altre navi) non è possibile decidere se il sistema si trovi in stato di quiete o si muova di moto rettilineo uniforme.

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