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Galileo Galilei

Galileo crea la scienza moderna. Egli infatti era un filosofo, uno scienziato, uno scrittore e un fisico.
Sul piano letterario egli rinnova il genere della trattatistica rendendolo più addetto a un pubblico ampio, introduce infatti l’epistola e il dialogo. Utilizza il linguaggio volgare invece che il latino e per forgiare delle nuove parole non parte dal latino bensì dal parlato.
Aspetti innovativi del linguaggio di Galileo
Da questo punto di vista egli fa delle scelte linguistiche molto significative:
Utilizza il volgare;
La sua prosa è molto elegante piacevole, usa le metafore
Quando deve forgiare nuovi termini non li fa di derivazione latina.
Queste scelte formali sono funzionali all’allargamento del pubblico. Non vuole che solo gli accademici comprendano le sue scoperte ma il maggior numero di persone.
(Accademia dei Lincei: coloro che hanno lo sguardo di lince).

Vita

Nasce nel 1564 a Pisa.
Nel 1591 muore il padre.
Egli si forma dove studia dapprima medicina e poi matematica. Nel 1592 viene chiamato come insegnante di matematica all’università di Padova.
Nel 1597 aderisce alla teoria di Copernico.
Nel 1609 crea il cannocchiale, passa a un tipo di ricerca basata sul potenziamento dei sensi, non ci sono più teorie astratte.
Nel 1610 pubblica il Sidereus Nuncius.
Nel 1613 (lettera a benedetto Castelli) scrive le lettere copernicane. Benedetto castelli era uno studioso e sacerdote. In questi scritti Galileo fa una netta separazione tra quello che è il contenuto e il percorso della teologia e quello della scienza.
La finalità della teologia è illustrare i principi religiosi e la volontà di dio, gli strumenti sono la fede, le sacre scritture e i padri della chiesa. La finalità della scienza è invece l’osservazione della natura attraverso i sensi. Peraltro anche la natura è stata creata da dio, quindi se durante il percorso scientifico si va incontro a delle contrapposizioni è perché il linguaggio divino è simbolico e allegorico e va interpretato.
Nel 1616 viene denunciato all’inquisizione dal cardinale Bellarmino.
Nel 1623 pubblica il saggiatore, utilizza il volgare ma non il latino, usa il dialogo. Utilizza dei mezzi più semplici e divulgativi, intende comunicare i risultati della sua ricerca a un pubblico molto ampio, questo fatto segna un punto a suo favore, perché’ le notizie non rimangono in un circolo di dotti.
Nel 1632 si presenta davanti all’inquisizione di Roma e pubblica il Dialogo.
Del Dialogo, Galileo aveva già spedito una bozza che era stata approvata, ma pubblicato si rivela completamente diverso.
In questa opera la posizione di Galileo è esplicita: appoggia il modello Copernicano.
Galileo viene condannato dall’inquisizione. Grazie all’abiura (costretto a negare le tesi) riesce a recarsi nella sua casa di Arcetri, presso Firenze.

Sidereus Nuncius: (1610)

Il Sidereus Nuncius è un trattato scientifico scritto in lingua latina, infatti era indirizzato a un solo pubblico di dotti. E’ dedicato a cosimo de medici.
all’interno di quest’opera Galileo espone le sue ultime scoperte in fatto astronomico ottenute grazie l'utilizzo del cannocchiale fabbricato nel 1609 su ispirazione di un progetto olandese. Queste scoperte sono:
-le macchie solari;
-le macchie lunari;
-i satelliti di Giove;
-le fasi di venere;
-moltitudine di stelle e galassie.
Tutte queste nuove osservazioni andavano sempre di più a confermare il modello copernicano contro quello tolemaico e aristotelico.

Le lettere copernicane

Tra il 1613 e il 1615 Galileo scrive 4 lettere indirizzate a:
Benedetto Castelli
Monsignor Pietro Dini
Granduchessa Cristina Lorena.
All’interno di queste lettere egli si occupa del rapporto tra la scienza e la fede. Galileo infatti voleva dimostrare che le nuove conoscenze non mettono in crisi l’ortodossia o l’autorità di Dio: egli affermava che la Bibbia era stata scritta in maniera semplice e con tante immagini retoriche proprio perché doveva essere compresa da tutti anche dai popoli più indisciplinati. L'obiettivo delle sacre scritture è quello di garantire la salvezza spirituale, quindi di insegnare all’uomo “come si vadia al cielo e non come vadia il cielo”.
In particolare nella lettera indirizzata alla Granduchessa egli afferma che come non si discute l’essenza di Dio anche se sulla Bibbia gli vengono date le sembianze di uomo allo stesso modo non bisognerebbe leggere alla lettera tutte le descrizioni del sistema celeste. Nel testo sacro infatti c’è scritto Fermati o sole, affermazione detta da Giosuè.
Galileo con queste lettere cercò anche di ottenere il sostegno dei nobili e degli ambienti romani.

Il saggiatore

Il saggiatore è dedicato al nuovo papa Urbano VIII (GALILEO infatti sperava in un suo appoggio) ed è un trattato polemico e scientifico sotto forma di epistola. La lingua utilizzata è il volgare invece del latino.
Questa epistola era indirizzata alla accademia dei Lincei, infatti fu da loro pubblicata.
Il saggiatore nasce come libro di polemica contro il gesuita Orazio Grassi che aveva attaccato direttamente Galilei e un suo studente nel libro “Bilancia astronomica e filosofica.”
(Libra bilancia non di precisione, saggiatore bilancia per l’oro e metalli preziosi).
I contenuti di questo testo sono:
-Polemica contro il principio di autorità e dell’ipse dixit;
-Teoria delle comete come dei riflessi di luce e non come entità reali;
-Difesa del metodo induttivo e sperimentale: metodo scientifico.
All’interno di questa opera Galileo racconta anche una favola, una storia:
Racconta di un uomo che alleva degli uccelli che ama particolarmente per i suoni che riproducono. Un giorno sente al di fuori delle mura della sua casa un suono simile a quello degli uccelli. Egli allora si reca a vedere che tipo di uccello sia: si accorge che non è un animale ma un fanciullo che soffia all'interno di un tubicino bucato (flauto).
Il personaggio arriva a una conclusione: non solo gli uccelli producono i suoni ma si possono fare anche con lo zufolo.
Egli ipotizza che ce ne possono essere altri di modi per produrre suoni, si mette in cammino e li ricerca.
Il personaggio in questione parte dalla realtà’ attraverso l’utilizzo dei sensi.
Verifica la sua ipotesi. La smentisce, descrive il nuovo fenomeno, e poi da una definizione dell’oggetto (definizione a posteriori mai a priori).
Fa una seconda ipotesi, questa volta di ricerca espressa visivamente dal fatto che egli esce di casa e si mette in cammino.
Morale della storia: la conoscenza non si dà mai a priori ed è una ricerca continua.
Egli definisce anche il metodo scientifico.
Galileo Galilei attraverso questo procedimento mette in discussione il metodo del gesuita.

Analisi del testo Saggiatore

(Testo dove Galileo definisce il mondo “un grande libro aperto”)
Galileo parte smentendo un’informazione importante: per filosofare è necessario appoggiarsi a qualche celebre autore cosicché’ se ciò a cui arriviamo è diverso dobbiamo considerarlo sbagliato. (Il principio di autorità messo in discussione è Aristotele).
In più’ Galileo mette in luce una contraddizione di Grassi: da una parte egli afferma di dover sottostare a un principio di autorità e dall’altra critica l’allievo di Galileo perché’ imita il maestro.
Definizione filosofia:
Fare filosofia non è come produrre un’opera letteraria, perché’ bisogna descrivere qualcosa di vero, è importante che quello che viene detto sia reale.
C'è anche una definizione della filosofia.
Egli paragona il mondo a un libro scritto (lo fa anche Dante) con la matematica: la matematica diventa un codice e non solo qualcosa di astratto, se non si conosce tale linguaggio non si è in grado di definire tale realtà.
Se non si conosce la matematica la natura è come un labirinto oscuro, qualcosa in cui non ci si può assolutamente orientare.
La matematica viene vista in un modo assolutamente nuovo: non è più; una scienza astratta e perfetta ma è’ funzionale a una comprensione. D’altra parte per quel che riguarda il linguaggio in senso generale Galileo si allontana molto dalla visione Aristotelica del linguaggio (per Aristotele la parola e la cosa sono lo stesso ente) infatti per lui la parola è un codice convenzionale.
Egli crea il metodo scientifico ma la conclusione di tale metodo può però essere sempre messa in discussione. Diversamente dalla mentalità medievale, la conoscenza è qualcosa di sempre aperto.

Dialogo sui massimi sistemi

(Testo contenente l’aneddoto sull’anatomista peripatetico)
Galileo sfruttando la simpatia che ripone Urbano VIII in lui decide di scrivere un nuovo testo: il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo.
Il dialogo inizialmente aveva il nome di “Dialogo sopra il flusso e il riflusso delle maree” solo dopo venne cambiato in quello attuale assieme ad altre modifiche fatte per aggirare la censura ecclesiastica. Galileo manda una copia del testo al papa dal quale ottenne l’impintur nel 1632, anno anche della pubblicazione.
Il dialogo che inizialmente sembrava solo un confronto con i pro e i contro tra due ideologie fu ispezionato da una commissione pontificia e poco dopo sempre nello stesso anno arriva l’ordine di sospenderne la vendita. L’anno seguente Galileo fu costretto ad abiurare.

Contenuti

Critica all’aristotelismo alla difesa della teoria copernicana;
Autonomia delle scienze, della ragione (no principio di autorità;
Primato della ragione del dubbio e dell’esperienza;
Primato del metodo scientifico, induttivo ed empirico.

Composizione

Vengono messi in scena tra personaggi:
-un nobile veneziano: Sagredo: figura rappresentante l’uomo privo di qualsiasi influenza e portato quindi a credere alla tesi più logica;
-l'aristotelico: Simplicio
-un copernicano fiorentino: Salviati.
Essi si riuniscono in quattro giornate a Venezia, nella villa di Sagredo sul gran canale. La divisione in 4 giornate è un inequivocabile rimando alla tradizione letteraria della commedia e del Decamerone.
Prima giornata: si smentisce la tesi aristotelica del mondo sopralunare e sublunare
Seconda giornata: si discute dei dogmi aristotelici più importanti: la terra è ferma;
Terza giornata: viene dimostrato il moto di rotazione della terra attorno al proprio asse
Quarta giornata: esposizione della teoria delle maree.

Testo epoca

Il testo inizia con l’aneddoto dell’anatomista peripatetico sull’origine dei nervi che anche all’evidenza sensoriali comunque nega che tali strutture provengano del cervello perché Aristotele non lo ha affermato.
Ridicolizzando la posizione dogmatica Galileo porta avanti il suo metodo scientifico affermando che in= nuovi strumenti della scienza sono i sensi, l’esperienza e la ragione.
La scienza ambisce alla propria autonomia rispetto alla fede.
In questa pagina si nota in maniera molto forte il rifiuto di Galileo di sottostare al principio dell’ispettore dixit e di autorità’.
Galileo non mette in dubbio le capacità di Aristotele ma se la prende chi prende questa figura come pretesto per non far avanzare la conoscenza.
Afferma che se Aristotele avesse partecipato alla lezione di anatomia avrebbe creduto ai suoi sensi, la colpa non è’ del filosofo ma di tutti i peripatetici che lo hanno innalzato a guida assoluta.
C’è quindi una netta differenza tra il mondo di carta in cui vivono i peripatetici che cercano solo di accostare vecchie conoscenze e il mondo reale.
Esso nel testo viene definito piano e aperto, che può essere conosciuto solamente grazie all’utilizzo dei sensi, dell’intelletto e della matematica.
Questo ovviamente non e’ in contraddizione con il fatto che l’intelletto umano ha dei limiti, perché’ anche se le cose da scoprire sono infinite coinvolgono tutta l'umanità. In più’ anche se la conoscenza umana è limitata comunque ha la stessa dignità di quella divina perciò è in grado di conoscere allo stesso modo.
Per galileo la metafisica non è oggetto di metafisica.

Linguaggio utilizzato all’interno del testo

Simplicio: linguaggio comico e ironico. Utilizza la metafora della digestione di un bue (ruminando). Quando fa riferimento alle idee e al sillogismo usa dei termini un po’ impropri come infilzare o accozzare.
Simplicio alla fine del testo afferma che si può anche decidere di lasciare Aristotele però bisogna nominare un altro autore. Simplicio non rinuncia alla sua logica. (Ci deve essere sempre il principio di autorità)
Sagredo sta dalla parte di Salviati, a favore della sua tesi.
I nuovi metodi di conoscenza appaiono quindi i sensi, l’esperienza e la ragione. (Da rigo 62 a 102, in particolare nell’ultimo intervento di Salviati).
I filosofi esercitano le loro teorie sul mondo reale gli altri sul mondo di carta.
In tutto il testo c’è questa continua contrapposizione. (Cielo della natura=mondo sensibile; mondo di carta=cielo di Aristotele)
Rispetto al modo di ragionare di Simplicio sia Sagredo che Salviati intervengono in modo particolarmente ironico.
Sagredo commenta l’accozzare di Simplicio=quello che voi fate con Aristotele si può fare anche con i libro dell’alfabeto.

La polemica tra scienza e Chiesa cattolica (lettere copernicane)

Con la controriforma la chiesa pretendeva che qualsiasi sapere dovesse essere in perfetta armonia con ciò che era scritto nelle sacre scritture. Fu anche per questo motivo che il sistema eliocentrico di Copernico non venne accettato, anzi dopo la pubblicazione del Sidereus Nuncius fu anche inserito nell’indice dei libri proibiti.
Galileo, nelle lettere copernicane (1613/1615) va ad affermare che la bibbia e la scienza sono state create entrambe da Dio, quindi di fatti non possono essere in contrapposizione. Se lo sono vuol dire che c'è un errore di tipo ermeneutico, quindi di interpretazione, in questo caso delle sacre scritture.
In particolare nel testo sacro in un passo è pronunciato da Giosuè la frase “fermati o sole” questo implica che quindi il corpo non fosse una stella fissa.
Galileo però afferma che la Bibbia anche se è stata scritta sotto dettatura dello spirito santo comunque si e’ dovuta adattare agli usi e alla lingua dei popoli stolti ed indisciplinati, per questo motivo non ci spiega “come vadia il cielo” ma come “si vadia al cielo.
Quindi la Bibbia opera in campo etico-religioso, la scienza nel campo delle verità naturali.
La polemica contro gli aristotelici (dialogo sui massimi sistemi del mondo, 1632) (saggiatore)
Galileo all’interno di questo libro non va a criticare il filosofo Aristotele ma i suoi seguaci, poiché’ essi utilizzano il principio di autorità e dell’ispe dixi tcome pretesto per non far progredire la scienza. Essi affermano che ogni scoperta che non sia in relazione con quelle aristoteliche sono errate.
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