Giorgjo di Giorgjo
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Galileo Galilei nasce a Pisa nel 1564 da una famiglia di origine nobile. Il padre era un commerciante, e aveva un forte interesse verso la musica. Galilei studia a Pisa ma abbandona nel 1585 l’universita, anche se erano chiari i suoi interessi verso il mondo scientifico. Dopo un trattato su una pipetta idrostatica viene assunto come docente all’università, e nel frattempo compie i primi studi sull’oscillazione del pendolo. Sono gli anni in cui inventa il compasso geometrico e perfeziona il cannocchiale. Da’ inizio al periodo delle sue scoperte scientifiche più importanti, ed inizia a lavorare come filosofo e matematico alla corte del Gran Duca. Per via delle sue teorie eliocentriche, che enunciò attraverso Copernico, venne nel 1616 condannato dai Gesuiti. Non volendo essere punito, si piegò alle richieste della chiesa ma pochi anni dopo il dibattito si riaprì quando 3 meteore caddero sulla terra: davanti all’evidenza, ebbe la meglio.

Il controllo religioso impedisce un dibattito filosofico in Italia, paese che si confronta con la riforma luterana. L’oratoria sacra ricorre ai moduli letterari del barocco: essa si fonda sulla meraviglia, che è necessaria per il lettore. Parallelamente si sviluppa la prosa scientifica, supportata da Galilei e dalla sua scuola. Egli è il primo scienziato moderno: sostiene un sapere innovativo, e la sua sperimentazione è concreta.Galilei desidera un nuovo metodo di trattare la scienza, poiché essa ha bisogno di un dialogo costante che fonda la sua impostazione tra ipotesi e dati sperimentali. Il ruolo del maestro non è più quello di trasmettere cultura, ma di creare conoscenza. Galilei è l’uomo che in assoluto rivoluziona il linguaggio della scienza, che comporta un cambiamento di mentalità. Inoltre, egli sceglie il volgare per la maggior parte delle sue opere: da sempre la cultura accademica era espressa dal latino. Il volgare era infatti necessario per investigare la realtà che si apre ai sensi. Galilei crea anche una scuola, composta da uomini che utilizzeranno come modello lui stesso. Per Galilei la matematica è l’unica chiave di lettura del mondo: il suo dialogo è infatti di tipo scientifico ed è fondato sull’utilizzo di riflessioni contrastanti. Secondo lui la superiorità dei fatti rispetto alle parole è netta, e le osservazioni dovrebbero dipendere solo da questa considerazione.
Una delle sue prime opere è il Saggiatore, un impianto dialettico in cui un’affermazione deve essere sottoposta a tutte le obiezioni in modo da ottenere una verità concreta e tangibile.

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