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Galileo e il metodo sperimentale

Secondo Galilei, gli scienziati dovevano compiere un lavoro lungo e paziente. Prima di considerare valide le loro conclusioni, dovevano ricontrollarle più volte, mettendole alla prova con degli esperimenti. Galileo fu il primo a pensare di utilizzare il cannocchiale per scrutare l’universo. Nelle sue mani diventò uno strumento scientifico nuovo, ciò che oggi chiamiamo telescopio. Osservando il cielo con il telescopio, egli fece scoperte sensazionali. Nel 1610 notò che intorno al pianeta Giove, ruotavano quattro satelliti prima sconosciuti. Era stato nominato matematico e astronomo di corte proprio dai Medici. Questa scoperta fu una vera svolta: dimostrava che le teorie di Copernico erano valide. Nel Corso degli anni Galileo studiò attentamente questi problemi e continuò a verificare tutte le sue supposizioni, attraverso il telescopio. Nello stesso tempo tuttavia, vi furono vivaci polemiche. Sull’onda di queste polemiche, nel 1616 la Chiesa Cattolica condannò la teoria eliocentrica e Galileo fu ammonito. Nel 1623, diventò papa Urbano VIII ammiratore degli studi di Galileo. Lo scienziato allora iniziò a scrivere il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. In questo libro egli metteva a confronto la teoria geocentrica e quella eliocentrica.

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