Galileo Galilei

Rapporti fra pensiero scientifico filosofico e pensiero religioso. Uno dei punti in cui la scienza e la religione non sono d'accordo è la soluzione geocentrica ed eliocentrica dell'astronomia. La teoria della doppia verità non dice assolutamente nulla, non risolve niente, la teoria di S. Tommaso (nel caso di confronti deve cedere la scienza) viene invertita cioè la scienza e la ragione: in uno dei tanti conflitti fra il popolo ebraico e i suoi confinanti, mentre l'esercito ebraico stava vincendo la guerra il condottiero Giosuè disse che il sole avrebbe dovuto fermarsi e non tramontare, se avesse detto terra fermati, nessuno avrebbe capito e l'esercito sarebbe rimasto disorientato. Secondo Galilei la Chiesa aveva quindi la necessità di esporre la verità in modo da farsi comprendere dai fedeli. La teoria di Galilei fu dunque accettata solo come procedimento di calcolo, migliore ma non come teoria vera, di fatto la terra restava così al centro dell'universo. Egli però non l'accettò e fu condannato. Di fronte alla filosofia assume un atteggiamento disinteressato. Tra scienza e filosofia non si può fare una distinzione netta. Il metodo sperimentale (individuare le nuove vie) è attuato sia dagli scienziati che dai filosofi (in filosofia metodo sperimentale).

Studiare come si svolge un fenomeno. Galileo è il grande ordinatore del metodo sperimentale, ne ha tracciato le fondamenta che ancora oggi sono valide, ma non fece tutto da solo. Rapporti tra pensiero scientifico – filosofico (libero) e la chiesa: altri autori cercarono di risolvere il problema, come la teoria della doppia verità di Pomponazzi (nel caso di contrasti deve cedere la scienza) Galilei ha parecchi punti di contatto con Bruno. Afferma che al centro del sistema c'è la terra per non andare contro la chiesa. Scienza e chiesa non sono d'accordo sulla teoria geocentrica ed eliocentrica. Infatti la chiesa abbraccia la teoria geocentrica, la scienza quella eliocentrica, perché deve dire che è la terra che si trova al centro dell'universo e non il sole. Dice che la chiesa deve accettare la teoria geocentrica, altrimenti non sarebbe compresa dai fedeli, si sarebbe creato scompiglio.
La chiesa poteva accettare che la teoria eliocentrica poteva semplificare i calcoli ma Galilei non accettava. Bellarmino accettava la tesi di Osiandro che diceva che Galilei non affermava proprio che al centro c'è il sole, ma riteneva, ipotizzava perché i calcoli erano più semplici ma la centro c'è sempre la terra.

Contributi scientifici e tecnici

Galilei era d'accordo con Bacone che il pensiero deve essere pratico fondato sull'osservazione e tecnico per aiutare l'uomo. Costruì il telescopio, microscopio, l'orologio a pendolo ad acqua.
Questi strumenti facilitano l'osservazione (la scienza) la scienza contribuisce a costruire gli strumenti (tecnica) e questa serve per studiare meglio la scienza.
1) settore astronomico
2) settore della fisica – meccanica
1) Costruì il telescopio. Osservò la luna e vide che non è completamente liscia, è una piccola terra, ha monti, mari etc.... le fasi di Venere, noi non vediamo quando è mezza quando è piena, col cannocchiale lui ci riuscì. I satelliti di Giove, un corpo che gira intorno ad un pianeta non è detto che non possa girare intorno ad un altro. Intuì che Saturno era un corpo celeste speciale, che aveva altri due pianetini interni, però non capisce come potessero stare fermi. Scoprì che la teoria di Copernico era più giusta di quella di Tolomeo.
2) Prepara molto bene i due principi della meccanica, cerca di dare un concetto di massa. II principio della dinamica: principio di inerzia, le forze impresse ad un corpo non imprimono velocità ma accelerazione e questa è proporzionale alla massa, modifico il suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme.
Galilei capisce che il compito della scienza non è quello di capire perché si svolgono, perché avvengono e come sono veramente i fenomeni, ma come si svolgono, pretendere di penetrare nelle cose (schematismo latente) è impossibile, come le cose si svolgono e non come sono, come cade un corpo e non perché, altrimenti la scienza perde tempo, deve limitare i suoi obiettivi.
a) Capì che era possibile ingrandire le cose vicine, microscopio, ma non ci riuscì.

b) Capì come si potevano mettere insieme lenti concave e convesse per poter ingrandire le cose lontane (telescopio), le cose infinitivamente grandi.
c) Espose la legge dell'isocronismo del pendolo. Tutte le oscillazioni si svolgono nello stesso tempo. d) Il modello del piano inclinato per osservare l'accelerazione gravitazionale (strumenti che fanno vedere in laboratorio ciò che avviene in natura).

Procedimento Induttivo a posteriori e Procedimento Deduttivo a priori

Per causa di un fenomeno io invento un fenomeno che invariabilmente precede un altro.
Spiegare = registrare dopo aver fatto esperienza, io so che un pezzo di legno deve bruciare posto su di una fiamma. Il perché non appare.Spiegare non è dare il perché di un fenomeno.
Rinunciando agli obiettivi precedenti la scienza potrà risolvere e raggiungere tutte le mete irraggiungibili.
Il metodo sperimentale è ricchissimo di strumenti che appartengono a due dimensioni che in filosofia sono state e saranno ancora inconciliabili: prima dobbiamo individuare il metodo giusto, creare uno strumento di osservazione adatto, altrimenti perdiamo tempo. La filosofia ha piani troppo ambiziosi, l'assolutismo è fuori della portata dell'uomo.

Procedimento conoscitivo razionalistico

Procedimento durante il quale si privilegia la ragione come strumento fondamentale, tanto da essere quasi totalmente autonoma a priori (che non ricorre o quasi all'esperienza) deduttivo – procedimento conoscitivo empiristico.
Dobbiamo partire dall'esperienza sensibile, a posteriori, induttivo.

In Galilei sono mirabilmente fusi insieme questi due problemi conoscitivi. Innanzi tutto i dati sperimentali poi tradotti in termini geometrici e matematici.

La matematica costituisce la struttura della realtà. È una convinzione e non può essere dimostrata se non contraddicendo una delle sue teorie fondamentali nella quale afferma che sull'assenza della realtà non possiamo dire niente.
Solo quando ho riprodotto la formula matematica del fenomeno che ho spiegato.
Galilei non sente il bisogno di scrivere trattati come fece Bacone.
Non vuole generalizzare o astrarre. Non è vero che la matematica sia una dimensione solamente soggettiva (ma è anche oggettiva, è la struttura della natura).
1) Impostare il problema: quantizzare i dati relativi al problema, tradurre dati concreti in numeri per averli traducibili. Rapporto spazio – tempo.
2) Individuare l'ipotesi: se non si imposta un'ipotesi non posso continuare l'esperimento, non posso cominciare a sperimentare.
Calcoli di parametro: di quanto il piano inclinato diminuisce la velocità (attriti, inclinazione del piano)
Calcolo previsionale: visto che la velocità a perpendicolo è questa, e il piano inclinato diminuisce la velocità di questo tot, questa pallina che pesa, quanto ci metterà a percorrere questo spazio?

Se il calcolo previsionale è confermato dall'esperienza si trasforma in legge. Se non bisogna fare un'altra ipotesi ma non rifare i calcoli parametrali, quelli sono già fatti.
Quando la scienza e la Bibbia sono in disaccordo, ha ragione la scienza ma bisogna capire il perché dell'insegnamento della Chiesa.
Seconda critica al pensiero antico.
La verità è figlia del tempo. Legge gli antichi con molta attenzione cercando di individuare cosa si possa accettare e cosa no.
Superiorità dell'intelligenza degli antichi ma per la situazione (cioè i moderni hanno già il supporto delle conclusioni e ricerche degli antichi) i moderni sono migliori.

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