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Galilei: Una lezione di anatomia

Commento

Il brano è tratto dal Dialogo sui due massimi sistemi ed è collocato all’inizio della seconda giornata L’opera è strutturata sotto forma di dialogo fra Sagredo, Simplicio e Filippo Salviati. In sintesi, Simplicio spiega che non può essere d’accordo con gli altri perché egli segue il principio di autorità e accetta, ad occhi chiusi, le teorie di Aristotele. Allora, Sagredo cerca di fargli cambiare idea e gli racconta l’episodio della dissezione. Tuttavia, Simplicio rimane del suo parere e non capisce l’importanza di cercare la verità con il proprio ragionamento e di non fidarsi delle opinioni degli altri anche se autorevoli.

I personaggi del dialogo

• Sagredo è un amico e sostenitore delle idee di Galilei che egli ammira molto. Nel dialogo egli ha il ruolo di moderatore, anche se partecipa in modo molto attivo alla discussione.
• Filippo Salviati è un allievo di Galilei che sostiene la teoria eliocentrica di Copernico. È del parere che la battaglia va fatta non contro Aristotele, ma contro i suoi seguaci. Termina sottolineando che Dio ha dato ad ogni uomo tutti gli strumenti necessari per studiare i fenomeni della natura
• Simplicio, invece, sostiene il geocentrismo aristotelico. È convinto che Aristotele sia superiore a tutti e che i suoi libri, letti in un certo modo, possono raccogliere tutte le conoscenze. D’altra parte, nell’Antichità, Aristotele ha avuto un’enorme fama per cui ciò deve bastare per rendere il suo pensiero valido anche nei tempi moderni.
Simplicio difende l’autorità e quindi il geocentrismo di Aristotele e spiega agli altri due perché non può essere d’accordo nell’accettare la teoria eliocentrica. Sostiene che nelle opere del filosofo greco è contenuta la spiegazione di tutti i fenomeni naturali. Pertanto, egli accetta il principio di autorità per cui ammette la tesi di Aristotele senza alcun dubbio e senza bisogno che essa sia dimostrata. Significativa è l’espressione ipse dixit = lo ha detto lui quindi la teoria e vera e non è necessario dimostrarla, perché è stata formulata da Aristotele, considerato la massima autorità e nessuno può mettere in dubbi quello che ha affermato. Simplicio è il simbolo di tutti gli scienziati vissuti al tempo di Galilei che erano contrari ad ogni innovazione e che seguivano il principio di autorità.
Sagredo gli risponde in modo ironico affermando che per le lettere dell’alfabeto si potrebbe dire la stessa cosa, cioè che esse potrebbero dare la spiegazione di tutti i fenomeni naturali; narra, quindi, l’episodio del filosofo sostenitore di Aristotele che non si arrende davanti all’evidenza del risultato di una dissezione, fatta da un esperto anatomista, che provava che i i nervi hanno origine non dal cuore (come sostenevano Aristotele ed i suoi seguaci) ma dal cervello.
Salviati, in qualità di moderatore, interviene nella discussione invitando a servirsi del proprio cervello per studiare la realtà e non dei libri scritti da altri.

I concetti espressi nel brano

Il brano è articolato su due visioni del mondo: mondo di carta, cioè la conoscenza basata solo sui libri, e mondo sensibile, cioè la conoscenza fondata sull’osservazione e sugli esperimenti. L’esempio del contrasto fra questi due mondi opposti è evidente nell’aneddoto in cui un filosofo seguace di Aristotele, non crede a suoi occhi quando constata che i nervi hanno origine dal cervello. Egli è il simbolo della chiusura mentale della cultura tradizionale che si basa sulle teorie non verificate e valide soltanto perché sono state formulate da Aristotele. Invece, l’esperto anatomista che procede alla dissezione del cadavere ed arriva a conclusioni diverse (i nervi hanno origine dal cervello) rappresenta il modello di scienziato moderno che segue il nuovo metodo scientifico. In altre parole, nel brano abbiamo il conflitto fra il principio di autorità (riassunto nell’espressione latina “ipse dixit”) e l’osservazione della realtà. Segue poi, l’episodio del pozzo e del telescopio con cui si vuol dimostrare che l’invenzione del telescopio era stata già annunciata da Aristotele e che quindi nel pensiero del filosofo greco sono presenti tutti gli elementi della scienza moderna. L’intervento di Salviati, alla fine, sollecita ad usare la propria intelligenza ed il proprio ragionamento per comprendere la realtà che ci circonda, trascurando l’autorità che ci proviene dalla tradizione e che ci fornisce delle teorie già confezionate

Lo stile

Per attirare maggiormente l’attenzione del lettore, Galileo adopera diversi espedienti:
• ricorre all’ironia, cioè mette in ridicolo coloro che seguono ciecamente le teorie di Aristotele. Esempi di ironia nel testo:
o se è vero che in Aristotele si trovano le basi di tutto il sapere, la stessa cosa si potrebbe dire per le lettere dell’alfabeto;
o all’inizio del brano, Sagredo sogghigna nel sentir parlare Simplicio e si trattiene dal ridere di più;
o esempio delle profezie che si capiscono soltanto quando il fatto si è avverato; la questione dell’origine dei nervi non si risolverà fin tanto che esisteranno persone così caparbie da non arrendersi nemmeno all’evidenza;
o lo studioso che ha assistito alla dissezione, di fronte ai risultati, non esprime subito il proprio pensiero rinnegando la teoria aristotelica, ma, prima di parlare, ci pensa un po’ e rimane della propria idea.
• evita un linguaggio scientifico troppo tecnico per rendere i concetti facilmente comprensibili
• non scrive in latino, ma in volgare, o meglio nel fiorentino parlato dalle persone istruite e quindi senza le espressione tipiche che non tutti, per questo capirebbero. Salviati e Sagredo parlano in modo semplice e lineare. Invece, le parole di Simplicio, che ha una mentalità più tradizionalista, appartengono ad registro linguistico più elevato.
• Usa l’aneddoto (racconto dell’immagine riflessa nel pozzo che i seguaci di Aristotele assimilano alla scoperta del cannocchiale, oppure il filosofo aristotelico che non si arrende all’evidenza e continua a credere che i fasci di nervi abbiano origine dal cuore).
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