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La critica all'aristotelismo


Quella che Galileo sostiene è la figura di un filosofo "geometra", che attraverso lo studio della fisica e della matematica è in grado di meglio comprendere la realtà, come pretendeva di fare Aristotele attraverso i sillogismi. Per Galileo qualsiasi dimostrazione matematica è ipoteticamente valida in astratto, l'esperimento è necessario per verificare quale aspetto della realtà corrisponde alla teoria matematica.
La conoscenza a cui Galileo ambisce è una conoscenza perfetta perchè basata su dati di fatto incontestabili. Contemporaneamente però Galileo afferma come le dimostrazioni scientifiche non sono in grado di descrivere la reale essenza delle cose nella sua interezza, ma solo determinati aspetti che lui definisce "accidenti". Il fine che la scienza deve perseguire è lo studio delle proprietà matematiche dei corpi. +

La contestazione dell'aristotelismo si fa forte nel momento in cui Galileo afferma che i seguaci di Aristotele ritengono più importante l'autorità del loro maestro piuttosto che l'osservazione del mondo naturale. Le forme naturali secondo lui sono in grado di descrivere appropriatamente gli oggetti e i fenomeni solo se si considera il fatto che non sono in grado di descriverle completamente, poichè non ne possono analizzare aspetti ontologicamente più complessi. la contrapposizione che Galileo pone è la percezione sensibile e la verità oggettiva delle dimostrazioni matematiche.
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