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Fitche: la deduzione assoluta delle categorie e l'attività conoscitiva

La deduzione assoluta delle categorie

I tre principi della scienza non vanno intesi in senso cronologico. Il significato della loro concatenazione è logico: intende chiarire il fatto che la sostanza della natura e degli individui è spirituale, si identifica con la trama stessa del pensiero e della sua attività infinita. Per Fichte la deduzione è intuizione intellettuale del fondamento spirituale assoluto della realtà. Egli ritiene che proprio quei tre principi della dottrina della scienza sia possibile dedurre le tre categorie kantiane della qualità, cioè le categorie di realtà. Negazione e limitazione. La categoria della realtà si giustifica attraverso lo stesso atto con cui l’io fonda se stesso. Lo stesso può dirsi per la categoria della negazione: il movimento dell’io si svolge proprio attraverso negazioni. Segue cioè un metodo antitetico, legato al principio di contraddizione. La categoria kantiana della limitazione si esprime nella sintesi in cui l’opposizione tende a realizzarsi. Tale sintesi costituisce la premessa x una nuova antitesi, e così all’infinito.

Attività conoscitiva

Fichte ha definito la sua posizione come ideal-realismo perché il non-io è indipendente da noi e irriducibile a noi:ha una sua consistenza e una sua identità (realismo). Tuttavia, il vero io è inteso cm unità della coscienza di sé e della coscienza del mondo (idealismo). Se considero il non-io che limita l’io, considero il processo conoscitivo che muove dalla coscienza dell’oggetto cm altro rispetto all’io. Il non-io esercita un impulso sull’attività dell’io. L’io arriva alla coscienza di sé e del mondo. Fichte chiama questo processo deduzione della rappresentazione. È scandita in cinque momenti: sensazione, immaginazione, intelletto, giudizio e ragione.

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