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LOCKE LE FORME DELLA CONOSCENZA:

I modi della conoscenza:intuizione dimostrazione sensazione
Innanzitutto secondo Locke la conoscenza non è altro che una percezione che ha la nostra mente tramite la discordanza o la concordanza di idee. L’intelletto può conoscere in 3 modi: attraverso l’intuizione, ossia una conoscenza chiara e netta e non ha bisogno di alcuna prova, la dimostrazione ossia una conoscenza che opera per prove con una serie di passaggi con cui la mente ragionando collega le varie idee, e in terzo luogo attraverso i sensi i quali pur non permettendo il raggiungimento di una conoscenza completa come nei primi due casi fanno in modo di percepire l’esistenza di enti concreti al di fuori di noi.
Esistenza dell’io di Dio e del mondo
Dell’esistenza dell’io per Locke si arriva tramite una conoscenza intuitiva ossia nulla può essere per noi più evidente del fatto che noi esistiamo.

Dell’esistenza di Dio invece non c’è bisogno solo dell’intuizione ma essa deve anche essere provata quindi si ricorre alla conoscenza dimostrativa. Si dimostra ciò partendo dal presupposto che se qlks esiste qualcosa la deve aver generata e dato che non si può risalire a retrorso all’infinito allora è giusto che si accetti che esiste un essere eterno generatore di ogni cosa. Infine mediante la sensazione noi siamo in grado di percepire le cose al di fuori di noi.
La conoscenza certa e l’opinione probabile.
La conoscenza si fonda sui caratteri dell’evidenzia e della certezza mentre la probabilità si fonda sull’opinione. Egli innanzitutto ribadisce il fatto che la conoscenza non può andare al di là del campo della nostra esperienza ecco perché di fronte ai problemi divini noi dobbiamo ammettere la nostra assoluta ignoranza. Secondo Locke l’uomo quando formula opinioni deve accontentarsi di una conoscenza approssimativa fondata sull’accordo della nostra esperienza con quella altrui. E proprio a proposito di conoscenza probabile che Locke le attribuisce grande importanza in quanto sottolinea che gran parte della nostra vita è segnata da azioni e momenti guidati tutti da idee poco chiare e mostrate a noi in maniera poco fattibile mentre sono quasi rare quelle cose che ci appaiono ben distinte e evidenti. Quindi è assurda la pretesa che si vuol essere sempre guidati da certezze quando invece la maggior parte delle nostre conoscenze ha solo valore di presunzione di verità.
Il rapporto di ragione e fede:
Quindi secondo Locke la ragione umana è un unione tra conoscenza e opinione ed essa si pone , sempre entro i limiti dettati dall’esperienza, di regolare i limiti delle nostre credenze.
Anche la fede religiosa non deve sottrarsi all’indagine razionale e infatti Locke cerca di combattere il fideismo fanatico secondo il quale la religione non deve essere ostacolata da un indagine razionale.
Egli distingue a qst proposito 3 proposizioni: quelle conformi alla ragione, quelle superiori alla ragione e quelle contrarie alla ragione. La tesi lockeana è che tra ragione e fede non c’è contraddizione e il suo ambito è quello al di sopra della ragione dove si potrebbero spiegare quegli eventi a noi ignoti. Nell’ambito della fede però vanno escluse tutte quelle proposizioni che non coincidono con quelle idee che a noi sembrano chiare ed evidenti. Quindi l’uomo non è tenuto a mostrare il proprio assenso a ciò che pare incompatibile con la ragione.


CONFUTAZIONE DEL PATERNALISMO POLITICO
I trattati sul governo:
1679 assistiamo in Inghilterra allo scontro politico tra Carlo II e il parlamento e ricordiamo lo scontro ideologico tra Torries e Whigs. I Torries difendevano l’assolutismo politico portando avanti lo scritto di Robert Filmer il quale suscita le avversità dei Whigs con un piano politico liberale che affermavano il potere di un parlamento centrale a cui era subordinato il potere legislativo e esecutivo. Locke appoggiando i Whigs scrisse 2 trattati sul governo che divennero ben presto l’abc della scienza politica. La storia infatti vuole che la rivoluzione gloriosa del 1688 ,che portò Guglielmo d’Orange a diventare re d’Inghilterra, sia stata scatenata proprio dai trattati di Locke in cui era ben espresso il concetto di governo legittimo e quindi la valida successione di Guglielmo al trono inglese.
Le tesi dell’assolutismo:

Sostenitore dell’assolutismo è il torries Filmer il quale contro tutte le teorie liberali conquistate all’epoca afferma che il potere non discende dall’basso verso l’alto ma dall’alto verso il basso e che gli uomini non nascono liberi ma sono tutti sottoposti ad una naturale soggezione ad un padre che si tramuta in soggezione politica. La trasmissione del potere civile è un istituzione divina in quanto essa proviene dal potere patriarcale di Adamo ed essendo patriarcale è al di sopra di tutti, il padre è al di sopra dei prp figli, e quindi il potere civile è al di sopra di tutte le leggi. Di conseguenza il Re, padre dei popoli, ha tutti i poteri e ribellarsi al Re è come ribellarsi ad un padre o addirittura a Dio. Re e padri regnano secondo la prp volontà e del consenso dei proprio sottoposti ed egli accetta nelle sue mani tutti e 3 i poteri esecutivo, giudiziario e legislativo.
La confutazione delle tesi assolutistiche:
Locke nei suoi trattati inende soprattutto confutare l’assolutismo di Filmer. Per fare ciò egli utilizza l’esegesi biblica secondo la quale confuta l’autorità monarchica di adamo: Dio non da ad abramo nessun titolo di sovranità, per natura gli uomini sono liberi e uguali tutti con gli stessi diritti. Solo il contratto tra le parti crea distinzioni ed è quello che crea Filmer sottoponendo la libertà materna a quella paterna. Ma né Dio e né la natura sottomettono le donne all’uomo. Inoltre non dà ai padri i potere sui figli e né sulle mogli, ognuno è libero e l’autorità dei genitori sui figli non è da intendere come un potere politico.
Problema della legittimità del potere:
La tesi di Filmer potrebbe anche essere valida se egli potesse provare che ala sua morte Adamo trasmise ogni suo potere al figlio. Con ciò si dovrebbe provare che tutti i principi della terra sono i diretti discendenti di Adamo. Ma filmer elude sempre la domanda su chi ha diritto al governo. Egli infatti predica l’obbedienza verso chi detiene il potere ma non riesce a dare una spiegazione su chi è legittimamente designato per avere il potere. Se esiste un erede di Adamo allora è lui l’unico che puo' governare e quindi tutti i principi della terra tranne uno perderebbero il proprio titolo. In ogni modo i criteri di legittimazione trovati da Filmer sono contraddittori. Per filmer come x Hobbes chi ha il potere va obbedito e chiunque sia re è re legittimo, mentre per Locke il potere può essere conseguito e mantenuto solo nel diritto e nella legittimità .

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