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Fichte scrive l’opera “la missione del dotto”: il dotto ha una missione importante. Dopo che ha assunto la sapienza derivata da profondi studi ha il dovere di divulgarla al popolo al fine di educarlo dal punto di vista morale e questa è una missione riservata a pochi. Nella scuola si deve quindi praticare un’educazione patriottica, una scuola appunto che non dovrà ignorare il senso dell’essenza civile germanica, i problemi del proprio popolo e le tradizione storiche. In questo modo è possibile costruire una personalità, un impronta nell’individuo legata alla patria. L’educazione patriottica che deve partire dalle fondamenta dello stato dove si regge il tutto è legata quindi alla difesa della patria. Un ragionamento del genere comunque non intimidiva il governo francese. La scuola è una scuola di stato, ed è appunto lo stato che deve provvedere al sovvenzionamento della scuola. Fichte nello “stato commerciale chiuso” indica quali devono essere i compiti dello stato prussiano. Lo stato prussiano deve svolgere una funzione etica favorendo il perfezionamento morale di tutti i cittadini della popolazione e questo è possibile quando lo stato salvaguarda il valore della dignità e questo può essere realizzato attraverso l’offerta di tutti i mezzi economici necessari per l’attuazione della libertà di un cittadino. Un cittadino è veramente libero, è veramente autonomo quando ha gli strumenti economici che gli permettono di andare avanti, di poter sopravvivere e portare avanti la propria famiglia. Lo strumento economico contemplato è proprio il lavoro. Lo stato deve offrire ai cittadini le possibilità di essere autonomi cercando di fornire strumenti economici necessari al sostentamento dell’uomo ovvero appunto il lavoro. Fichte in questa ideologia è propriamente moderno. Nel pensiero di Fichte quindi vi è la salvaguardia della dignità delle famiglie. Bisogna quindi dare alle famiglie la possibilità di andare avanti. Di questa tematica ne parla nello “Stato commerciale chiuso” dove prospetta uno stato, quello prussiano che chiude la propria frontiera all’interno del proprio paese esercitando il protezionismo economico per favorire la produzione interna. Ma la cosa più importante era l’idea di evitare i conflitti tra gli stati poiché essi erano scatenati dal capitalismo come anche la corsa degli stati all’accaparramento delle risorse che portava gli stati a mettersi gli uni contro gli altri. Diversamente da Kant che sosteneva che le popolazioni dovessero avvicinarsi, Fichte pensa ad uno stato autarchico privilegiando le risorse interne appunto nel proprio paese al fine di evitare le guerre. Ogni stato deve diventare quindi autarchico. L’autarchia ovvero l’isolamento è intesa con obiettivi di pacifismo. In questa concezione si allontana dalla posizione Kantiana, dove appunto prospetta una chiusura degli Stati

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