fariha di fariha
Ominide 270 punti

L'io nella dialettica fichtiana

Fichte fu il primo a superare l'idealismo fichtiano partendo dalla concezione dell'io. L'idealismo si basava sull'affermazione dell'io ed in particolare dell'io penso. Ma a differenza di Kant che lo identificava in due principi, Fichte sostenne che l'io puro doveva attraversare tre momenti ( tre stadi) compresa la sintesi. Il primo momento (la tesi) era "l'io pone sé stesso", ovvero l'io puro che diventava l'attività creatrice e il primo principio del sapere. Quindi l'io della tesi si pose come attività.
Ma, per sintetizzarsi, l'io, che era purezza e spirito, si doveva opporre. Pertanto allo spirito si contrappose il non io. Il non io era in sostanza l'antitesi dell'io puro e quindi anche le sue caratteristiche erano in contrapposizione. Se l'io puro era finito e creatore allora il non io era finito, parziale e non era il primo principio del sapere ( anzi derivava da questa). Fichte identificava nel non io "la natura". Questa contrapposizione tra l'io e la natura era per Fichte qualcosa di indiscutibile.

Il terzo momento prevedeva che l'io puro e il non io presupponessero io empirici ( che sono la sintesi). Infatti gli io empirici non erano altro che la sintesi tra spirito e natura. In questi io empirici Fichte identificava gli uomini. Quindi, in conclusione, vi era una forma divisibile e indivisibile dello spirito e con questo anche una finitezza e infinitezza che sono gli elementi che danno la sintesi dell'io empirico.
Questo significa che l'io puro, nella filosofia fichtiana, viveva in opposizione a sé stesso, perché quest'ultimo per essere tale, moralmente valido e per agire non poteva rimanere nella purezza ( come nella filosofia kantiana). La moralità si affermava, sosteneva Fichte, attraverso il superamento degli ostacoli. Lo spirito si poneva in opposizione ed opponendosi creava qualcosa che dava via alla sintesi. Quindi mentre la filosofia di Kant era dogmatica, quello di Fiche contava soprattutto sull'io soggetto. Inoltre Fichte affermava che la filosofia kantiana si basava sulla necessità e questo la faceva una filosofia passiva. Mentre quello di Fichte si basava sulla libertà e pertanto era attiva.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità