Fichte, Johann - Idealismo e dottrina della scienza

nascita: Rammenau, Germania, 1762; studia Kant per spiegarlo ma modifica il suo pensiero (noumeno = Dio = conoscibile); intento: costruire una filosofia dell’infinito che è nell’uomo e corrisponde ad esso; costruisce la sua filosofia pensando di completare quella di Kant ma crea, in realtà, l’idealismo.

Idealismo in Fichte: lo spirito crea la realtà (l’uomo è la ragion d’essere dell’universo, che in esso trova il suo scopo), la natura esiste come momento dialettico necessario della vita dello spirito.

No panteismo, si panlogismo (tutto è logos).
Preannuncia il concetto di cocreazione di Hegel: l’uomo diviene parte del creato e contribuisce al suo sviluppo.

Infinitizzazione dell’Io: Il nulla non esiste, la creazione non è ex-nilo, è la solidificazione del pensiero di Dio. Nulla esiste al di fuori dell’assoluto, l’uomo e la materia ne sono sue espressioni. L’Io è infinito perché tutto esiste nell’Io e per l’Io (≠ Kant: Io finito) ed è principio formale e materiale della realtà (≠Kant: principio formale del conoscere).
L’Io è il principio supremo del sapere (non può affermare nulla senza affermare la propria esistenza).

Tre principi della dottrina della scienza:
-“l’Io pone sé stesso”: l’Io è un’attività autocreatrice e infinita; (caposaldo: esistenza di un Io infinito);
-“l’Io pone il non-io”: affinché l’Io si conosca necessita un non-io, suo opposto, con cui confrontarsi (caposaldo: esistenza di un io finito);
-“l’Io oppone nell’Io all’io divisibile un non-io divisibile”: situazione concreta del mondo e del particolare (caposaldo: realtà di un non-io); Io=Assoluto/Natura; io divisibile=individuo; non-io divisibile=altri individui o singoli elementi naturali.
Assoluto: parte spirituale (Logos); Non-io: solidificazione inconscia dello spirito che la contiene.

Momenti della deduzione fichtiana (sistema logico-formale):
-Tesi: L’Io pone sé stesso (1. Come attività autocreatrice ed infinita, 2. Come principio primo)
-Antitesi: L’Io pone il non-io (per realizzarsi è costretto a contrapporre a sé il suo opposto)
-Sintesi: L’Io oppone nell’Io all’io divisibile un non-io divisibile.

I)Tesi, II)Antitesi, III)Sintesi, IV)Tesi di livello superiore.

Fine dell’uomo (“dotto” poiché ha più conoscenza) nella società: farsi libero e rendere liberi.

Serve una nuova azione pedagogica (educazione); solo i tedeschi possono e possiedono una patria (nazionalismo); scopi: umanità, libertà, ragione; "io" empirico viene sostituito dal "noi" spirituale.

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