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Concetti Chiave

  • Fichte cerca una scienza della scienza che spieghi il funzionamento della conoscenza scientifica, identificando nell'Io e nell'autocoscienza il principio fondamentale.
  • I tre principi supremi della conoscenza fichtiana sono: l'Io si autodetermina, l'Io pone il non-io e l'esistenza di molteplici Io finiti e non-io che compongono la realtà.
  • Il primo principio rappresenta la tesi, enfatizzando l'entità creatrice e infinita dello spirito, mentre il secondo principio introduce l'antitesi del non-io, che esiste in relazione all'Io.
  • La sintesi del ragionamento fichtiano emerge dall'interazione tra molteplici Io finiti e non-io, suggerendo una visione del mondo dinamica e progressiva.
  • La filosofia di Fichte è caratterizzata da una struttura triadica e dialettica, dove ogni principio si collega in un processo di deduzione che riflette la relazione tra soggetto e oggetto.

Fichte in quest'opera si occupa della ricerca di una scienza della scienza, che possa spiegare in linea generale il funzionamento di ogni tipo di conoscenza scientifica al fine di riconoscere il principio o fondamento ad essa sotteso. Egli riconosce questo principio nell'Io e nell'autocoscienza, ritenendo che l'essere per essere tale deve essere necessariamente determinato dalla coscienza, che a sua volta dovrà essere determinata da se stessa, ovvero dall'autocoscienza.

Quali sono i principi supremi della conoscenza?

Giunto a questa conclusione, Fichte elaborerà i tre principi supremi della conoscenza, che diverranno i capisaldi della dottrina fichtiana.

• Il primo principio viene elaborato dallo studio del principio d'identità per cui A=A. Fichte sostiene però che l'elemento A, per essere definito tale, avrà bisogno di un'entità esterna (IO) che lo determini. A sua volta l'Io per poter determinare qualcosa al di fuori della sua essenza dovrà necessariamente prima autodeterminarsi, di qui il primo principio “l'Io pone se stesso".

• Il secondo principio stabilisce l'opposizione interna all'Io, ovvero il non-io, per cui "l'Io pone il non-io".

• Il terzo principio, infine, stabilisce l'opposizione all'interno dell'io infinito di una molteplicità di IO finiti e rispetto ad una molteplicità di non io finiti.

Struttura triadica e dialettica

Alla luce di ciò, è facile stabilire come il primo principio possa rappresentare la “tesi" del ragionamento fichtiano, che sottolinea il valore di entità creatrice e infinita dello spirito oltre che la sua condizione incondizionata. Il secondo principio, di conseguenza, rappresenterà l' “antitesi", da cui si evince l'esistenza di un non-io appunto che corrisponde di fatto all'oggetto ma che comunque dipende strettamente dal soggetto, poiché esiste soltanto come parte dell'io infinito. Dall'ultimo principio, che quindi sarà la “sintesi" del ragionamento fichtiano, ne deduciamo l'esistenza, come membri dell'io infinito, di molteplici Io finiti (che di fatto diventano la dimensione empirica del soggetto) e di molteplici non-io che invece corrispondono agli oggetti della realtà. Possiamo quindi definire il pensiero dell'idealista tedesco come strutturalmente triadico e dialettico, si susseguono, come abbiamo detto, i tre momenti della deduzione fichtiana che si concretizzano in una visione del mondo profondamente dinamica e progressiva.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio fondamentale della conoscenza secondo Fichte?
  2. Fichte identifica il principio fondamentale della conoscenza nell'Io e nell'autocoscienza, sostenendo che l'essere deve essere determinato dalla coscienza, che a sua volta è determinata da se stessa (autocoscienza).

  3. Quali sono i tre principi supremi della conoscenza elaborati da Fichte?
  4. I tre principi supremi sono: 1) "l'Io pone se stesso", 2) "l'Io pone il non-io", e 3) l'esistenza di molteplici Io finiti e non-io, che rappresentano la sintesi del ragionamento fichtiano.

  5. Come si struttura il ragionamento fichtiano in termini di tesi, antitesi e sintesi?
  6. Il primo principio è la tesi, il secondo è l'antitesi che introduce il non-io, e il terzo è la sintesi che riconosce la molteplicità di Io finiti e non-io, evidenziando una visione dinamica e progressiva del mondo.

Domande e risposte

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