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Fichte: la conoscenza e l'azione morale

Dall'azione reciproca dell'Io e del Non io nasce sia la conoscenza, sia l'azione morale: questi due fatti determinano un atteggiamento diverso quello realista e quello idealista. Il primo è quello che abbiamo nell'atto conoscitivo perché di solito alla base della conoscenza ammettono un'azione, un impulso iniziale del non io sull'io; questo processo si svolge in cinque momenti: la Sensazione (registrazione del dato ),l'Immaginazione (ordinamento spazio temporale ), l'Intelletto (avviene la categorizzazione ), il Giudizio ( sintesi intellettiva ), la Ragione (astrazione, cioè quando ormai la conoscenza riconosce che il "non io" è prodotto dall'io, la realtà è un prodotto del pensiero ). Atteggiamento idealista: si ritiene che il "non io" sia prodotto dall'io.
L'uomo è un'unità indissolubile di sensibilità e ragione,il nostro corpo diventa uno strumento della moralità e quindi anche strumento della ragione in quanto ragione pratica, ragione che deve agire. L'io teoretico è sottoposto all'io pratico, l'io pratico è la ragion d'essere dell'io teoretico. L'attività conoscitiva ha come scopo l'azione morale, qui ecco il prevalere della ragion pratica. L'idealismo di Fichte è definito etico perché tutti i processi dell'uomo sono finalizzati all'agire pratico.

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