Ominide 2993 punti

Feuerbach

Il tedesco Feuerbach, è uno dei massimi esponenti della sinistra Hegeliana, ed analizza soprattutto il problema religioso, nei confronti del quale si pone in modo critico.
Feuerbach riprende la filosofia Hegeliana e afferma che la religione è una proiezione fantastica delle qualità umane: non è dio che crea l’uomo ma è l’uomo che crea dio, perché si sente inadeguato.
L’uomo si rapporta agli oggetti, li conosce, e si instaura un rapporto di tipo neutro.
Dopo aver preso contatto delle cose del mondo, l’uomo si rende conto di esistere.
Per Feuerbach però è molto più difficile conoscere se stessi, arrivare all’autocoscienza, che non la coscienza delle cose, perché degli oggetti posso farne esperienza.
L’uomo non è solo individuo singolo, come gli animali, perché si riconosce sia come individuo che come appartenente alla specie umana, che è caratterizzata da tante qualità: l’amore, la bontà, la ragione.

Si crea dunque una frattura fra l’individuo e la specie, perché come uomini ci sentiamo limitati, ma come specie ci rendiamo conto di essere dotati di ragione, di essere capaci di amare..
Questa frattura fra individuo e specie comporta che l’uomo non si riconosce come tale perciò proietta fuori di sé le caratteristiche della specie, e le proietta in un essere.
Tutte le qualità portate all’ennesima potenza l’uomo le pone in un essere, Dio che non è nient’altro che un’oggettivazione delle qualità dell’uomo.
Attraverso questo processo è come se ponessi la mia coscienza al di fuori di me per poterla conoscere.
Realizzazione fantastica dei desideriL’altro motivo per cui l’uomo crea dio è perché si sente limitato: vorrebbe delle cose ma non può realizzarle, allora crea questo essere che è il desiderio dell’uomo diventato realtà.
Secondo Feuerbach studiando la religione studi l’uomo, perché quel Dio che l’uomo ha creato non è nient’altro che l’immagine di quell’uomo in quel contesto storico.
In ogni momento l’uomo crea un dio che corrisponde a quello che vorrebbe essere. Dio è un prodotto dell’uomo.
Però è necessario che l’uomo rinunci a dio e si riappropri di se stesso.
Ateismo filosofico: anche Feuerbach come Hegel parla di alienazione. Ma mentre in Hegel non aveva solo un significato negativo, perché l’idea esce fuori di sé per poi ritornare a se come spirito, qui invece ha un significato negativo: l’uomo aliena da sé, mette fuori di sé le sue caratteristiche ma deve ritornare a sé e recuperare queste caratteristiche.
L’uomo attraverso l’alienazione crea Dio, ora Dio deve tornare uomo. Si tratta di un processo inconscio, perché l’uomo non sa di aver creato dio. La filosofia deve permettere di prendere coscienza l’uomo trasforma teologia in antropologia, umanesimo.

Per Feuerbach l’amore dell’uomo non deve essere rivolto a dio ma agli altri uomini, perché il senso dell’uomo è proprio quello di vivere con gli altri uomini
Il suo materialismo è sintetizzato dall’affermazione: “L’uomo è ciò che mangia” è una provocazione. Dice che fino a quel momento la filosofia ci aveva fatto perdere di vista l’uomo, concentrando tutta l’attenzione in Dio. E’ critico nei confronti di Hegel che aveva creato una filosofia astratta al cui centro c’era questo spirito, contava solo questo spirito l’uomo non contava nulla. Lo spirito, l’assoluto per Feuerbach erano solo delle mascherazioni. Invece devi partire dall’uomo per arrivare a dio. L’uomo ha anche una materialità.
Il suo pensiero verrà ripreso da Marx. Marx riconosce a Feuerbach di aver intuito che è l’uomo che crea dio, ma gli rimprovera di non aver portato a compimento questo pensiero perché aveva parlato dell’uomo in generale invece per Marx non è un uomo qualsiasi che crea dio ma il lavoratore che crea dio perché soffre

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email