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Feuerbach


Feuerbach è considerato il padre fondatore dell’ateismo filosofico del 1800. Il suo discorso centrale riguarda il rapporto tra l’uomo e Dio; esso emerge da una critica comune che Feuerbach esprime nei confronti dell’idealismo e del cristianesimo. Il punto di arrivo, l’ateismo, viene raggiunto criticando contemporaneamente l’idealismo hegeliano come punto di riferimento filosofico ed il cristianesimo come punto di riferimento religioso.
Per Feuerbach la filosofia potrà avere un futuro solamente se tornerà ad occuparsi dell’uomo e della sua vita concreta.
L’attacco ad Hegel ed al cristianesimo nasce dalla critica che era stata data alla visione dell’uomo come spirito. Infatti, secondo Feuerbach, l’uomo non è solo spirito; per essere considerato nella sua completezza esso è anche costituito dalla dimensione materiale e concreta.
Nè Hegel nè il cristianesimo hanno messo all’interno del loro percorso di riflessione l’uomo concreto proprio perché non hanno dato rilevanza al suo essere concreto.
La soluzione di Feuerbach si basa sul rimettere al centro l’uomo corporeo e materiale, interpretando diversamente il rapporto tra finito ed infinito, cioè tra uomo e Dio.
Bisogna quindi attraversare un percorso logico in grado di capovolgere la relazione tra finito ed infinito di Hegel e la relazione tra uomo e Dio del cristianesimo, dando centralità al finito ed all’uomo.
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