Ludwig Andreas Feuerbach (il cognome si legge Foierbac) nacque in Baviera nel 1804 e fu seguace di Hegel. Nel 1829 fu libero docente all'università di Erlangen e pubblicò le sue opere più importanti: "Pensieri sulla morte e sull'immortalità", "L'essenza del Cristianesimo", "principi della filosofia dell'avvenire" e "lezioni sull'essenza della religione". Nel 1860 si trasferì in provincia di Norimberga per problemi economici e nel 1872 morì a Rechenberg. Mentre gli altri filosofi si preoccupavano della religione, Feuerbach s'interessa dell'uomo perché sosteneva che non si può porre un pensiero antecedente all'uomo, ma tutto ciò che è pensiero passa attraverso la sensibilità dell'uomo. L'uomo si riappropria del potere di dare vita al mondo; l'uomo non è niente in quanto uomo ma è uomo se fa parte della storia, della cultura e della civiltà (qui è ancora legato allo Spirito di Hegel). Secondo Feuerbach tutti gli idealisti trasformano la filosofia in teologia (natura dell'idea). Mentre la teologia comune fa vivere Dio in un altro mondo, la teologia speculativa fa vivere Dio nel nostro mondo. Così non si supera il contrasto fra pensiero ed essere, ma si supera il contrasto all'interno del pensiero che è il soggetto (è tutto ed è all'origine delle cose). La natura per Feuerbach è la presenza di Dio; mentre la filosofia apparentemente laica diventa per Feuerbach la giustificazione della filosofia teologica.

Padre=logos
Figlio=natura
Spirito Santo=la natura si rispiritualizza.

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