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Concetti Chiave

  • Hume critica il principio di causa-effetto, sostenendo che non può essere conosciuto a priori, ma solo tramite l'esperienza, poiché la relazione non ha necessità oggettiva.
  • La regolarità degli eventi è interpretata come un'abitudine soggettiva, piuttosto che una necessità universale, limitando la capacità di predire il futuro.
  • Secondo Hume, le credenze derivano da abitudini irrazionali, evidenziando che la convinzione nell'esistenza continua delle cose è basata su un'illusione filosofica.
  • La distinzione tra oggetti esterni e percezioni soggettive mostra che l'esistenza del mondo esterno non è giustificabile, ma è creduta istintivamente.
  • Hume conclude che l'unità dell'anima è una costruzione mentale priva di fondamento esperienziale, portando a una visione scettica della conoscenza sensibile.

Critica al principio di causa-effetto

Hume esibisce la critica al principio di Causa-Effetto, considerato principio infallibile dalla mentalità scientifica. E’ il fondamento di tutti i ragionamenti che riguardano la realtà. Relazione che mette in corrispondenza fatti diversi fra loro. Non può essere conosciuta a priori ma soltanto con l’esperienza perché tale relazione non ha nessuna necessità oggettiva. L’esperienza non può in alcun modo predire i fatti futuri (solo possibilità). Infatti, la presunta convinzione che il comportamento della natura sia uniforme non è legittimo. La necessità di una regolarità negli eventi è spiegabile come espressione di una necessità soggettiva che si ricerca nel principio di abitudine cioè la disposizione a rinnovare un atto dopo che è stato ripetuto più volte. Spiega quindi le congiunzioni che si stabiliscono fra i fatti e di come non si giustifichi la necessità dei legami casuali in quanto verificabili solo con l’esperienza e non a priori.

Credenze e abitudini secondo Hume

Secondo Hume ogni credenza deriva da un’abitudine che, da origine ad una convinzione che è quindi irrazionale ed istintuale non necessariamente certa. Si sofferma nell’esistenza di un mondo esterno:

Esistenza continua ed esterna delle cose

•La credenza nell’esistenza continua nelle cose: in questo modo l’uomo crede che le cose continuino ad esistere anche in sua assenza. Si è quindi in una dimensione filosofica poiché si crede che la percezione di una cosa coincida con la cosa stessa (le cose esistono di per sé).

•La credenza nell’esistenza esterna delle cose: attraverso un’analisi filosofica si comprende la distinzione tra cose (=oggettive, esternamente e continuamente esistenti) e percezioni (=soggettive, mutevoli e interrotte). ES.: La tavola che si vede sembra rimpicciolirsi quando ci si allontana, ma la tavola reale, non subisce alterazioni; Poiché l’unica conoscenza certa è costituita dalle percezioni e il mondo esterno è diverso da queste ultime, di conseguenza la sua esistenza non è giustificabile. Si crede, tuttavia nella sua esistenza per un istinto ineliminabile e quindi per abitudine. Altra credenza dell’uomo è l’unità dell’anima: tale unità non sussiste poiché non se ne fa esperienza. L’uomo fa esperienza solo di un fascio di impressioni e per abitudine credo che esso formi l’unità dell’anima. L’esito di questa ricerca è quindi scettico, per l’inevitabile contingenza delle esperienze sensibili.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la critica di Hume al principio di causa-effetto?
  2. Hume critica il principio di causa-effetto, considerato infallibile dalla mentalità scientifica, sostenendo che non può essere conosciuto a priori ma solo attraverso l'esperienza, poiché non esiste una necessità oggettiva nei legami causali. La convinzione nella regolarità degli eventi è vista come un'abitudine soggettiva piuttosto che una certezza.

  3. Come Hume spiega la formazione delle credenze?
  4. Hume afferma che ogni credenza deriva da un'abitudine, generando convinzioni irrazionali e istintuali. La credenza nell'esistenza continua ed esterna delle cose è frutto di un'interpretazione filosofica, ma non può essere giustificata, poiché l'unica conoscenza certa proviene dalle percezioni soggettive.

  5. Qual è la posizione di Hume riguardo all'unità dell'anima?
  6. Hume sostiene che l'unità dell'anima non esiste realmente, poiché non se ne fa esperienza diretta. L'uomo percepisce solo un insieme di impressioni e, per abitudine, crede che queste formino un'unità, portando a una conclusione scettica sulla natura della realtà e delle esperienze sensibili.

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