Erectus 1118 punti

Hume - Analisi critica del principio di causalità


Tutti i ragionamenti che riguardano le realtà o i fatti si fondavano sul principio di casualità. Secondo David Hume questo principio non è giustificabile né a priori e a posteriori.
La relazione tra causa effetto non può essere conosciuta con il puro ragionamento, ma è necessario l'esperienza. Solo sperimentando le cause e gli effetti di ciò che non si conosce si può apprenderli.
La relazione tra causa effetto però anche se sperimentata rimane arbitraria ovvero priva di qualsiasi necessità obiettiva, limitata al caso specifico di cui abbiamo fatto esperienza.
L'impossibilità di ogni previsione a priori o a posteriori è dettata dalla mancanza di una necessità oggettiva. L'esperienza non ci illumina sul futuro ma esclusivamente sul passato. Dimostrata l'inesistenza di ogni forma di necessità oggettiva, l'unica necessità giustificabile è di carattere soggettivo, dettata dall'abitudine. Da cause simili ci attendiamo effetti simili ma questo non è niente altro che una forma di credenza. L'abitudine spiega la giunzione che gli uomini stabiliscono con i fatti, non la loro necessità obiettiva di correlazione.
Il nome delle idee o percezioni tra di loro simili secondo David Hume evoca inno l'abitudine che abbiamo di considerarla insieme, senza distinzioni particolari. Il segno concettuale nella sua filosofia riveste anche un'importante funzione psicologica perché rafforza il concetto stesso di abitudine.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email