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Concetti Chiave

  • Hobbes critica Cartesio per aver definito l'io come "uno spirito, un'anima", sostenendo che il pensiero può derivare anche da una sostanza materiale.
  • Hobbes paragona la concezione cartesiana del pensiero a chi dice "io sto passeggiando, dunque sono una passeggiata", evidenziando l'assenza di chiarezza sull'esistenza dell'io.
  • La critica di Hobbes porta a riflettere sulla possibilità di un solipsismo, dove l'io è isolato da una realtà esterna.
  • Cartesio deve affrontare la sfida di dimostrare l'esistenza del mondo fisico partendo dalla res cogitans, ma non chiarisce come passare dall'io all'esterno.
  • L'intuizione immediata, fondamentale per Cartesio, rimane poco definita e lascia aperte questioni sulla connessione tra pensiero e realtà materiale.

Critica di Hobbes a Cartesio

Alcuni interpreti, come il filosofo e storico italiano Nicola Abbagnano, sostengono l’esistenza di un terzo filosofo che fa una critica ancora più insidiosa.

si tratta di Thomas Hobbes, filosofo e matematico britannico, secondo il quale Cartesio ha avuto certamente ragione nel dire che l’io, in quanto pensa, esiste. Tuttavia, aveva torto nel pretendere di pronunciarsi su come l’io esista, cioè nel definirlo “uno spirito, un’anima”.

Qual è il problema dell'io e della res extensa?

Secondo il critico, in questo Cartesio è simile a chi dice: “io sto passeggiando, dunque sono una passeggiata”. Il problema è proprio in quel quid, quell’incognita che pensa, la sostanza di quell’atto che è il pensiero e potrebbe benissimo essere il cervello, il corpo, qualcosa insomma di materiale. Cartesio ribatte in due punti sostenendo prima che l’uomo non passeggia costantemente, ma pensa sempre, risultando essenziale. Tuttavia se Cartesio si fosse fermato all’evidenza raggiunta avrebbe anche fermato l’uomo ad una sorta di bolla solipsistica, un mondo di solo spirito senza agganci con l’esterno, con la res extensa.

La sfida di dimostrare il mondo fisico

L’obiettivo è di provare il mondo fisico partendo dalla res cogitans, che Cartesio in quanto uomo sano sa che esiste. Il problema è dimostrarlo con sicurezza. Quale il modo per fare il salto dall’io all’esterno? Quella che Cartesio chiamava intuizione immediata e non sarà mai ben chiarita dal filosofo, come un pensiero spontaneo. Si può vedere una forte autoreferenzialità in questo, mitigata dalle contrapposizioni esterne e dalla visione come evidente dell’autore.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la critica principale di Hobbes nei confronti di Cartesio riguardo all'io?
  2. Hobbes critica Cartesio per aver definito l'io come "spirito" o "anima", sostenendo che non si può affermare come l'io esista, ma solo che l'io, in quanto pensa, esiste (come indicato nel testo).

  3. In che modo Hobbes mette in discussione la concezione cartesiana del pensiero?
  4. Hobbes paragona la concezione di Cartesio a chi afferma "io sto passeggiando, dunque sono una passeggiata", evidenziando l'incognita del pensiero e suggerendo che potrebbe essere legato a qualcosa di materiale, come il cervello o il corpo (come descritto nel testo).

  5. Qual è la sfida principale che Cartesio deve affrontare secondo Hobbes?
  6. La sfida principale è dimostrare l'esistenza del mondo fisico partendo dalla res cogitans, ma Cartesio non chiarisce come effettuare il salto dall'io all'esterno, lasciando un'interpretazione autoreferenziale e non completamente definita (come evidenziato nel testo).

Domande e risposte

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