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Hobbes ed il materialismo


La corrente materialistica segue due linee di pensiero, una afferma che esista soltanto la materia (è la tesi sostenuta da Hobbes); l'altra invece sostiene che non esista solo la materia, ma che comunque essa sia la realtà fondamentale (è quanto ad esempio sosteneva Marx).
Hobbes afferma che ciò che esiste è materia, le sensazioni stesse sono una forma di movimento microscopico; tutto ciò che esiste esiste solo in quanto corpo (Dio stesso è realtà corporea). Egli pertanto supera le difficoltà poste da Cartesio, che derivano dal binomio res cogitans (spirito), e res extensa (materia). Hobbes mette in discussione la teoria cartesiana perché dice che se fosse reale questa divisione allora bisognerebbe ammettere che queste due parti distinte entrino in contatto (lo spirito decide e la mente agisce), ma come si può spiegare un contatto tra la realtà materiale e quella spirituale se il contatto presuppone la materia? Cartesio diceva che l'incontro avveniva nella ghiandola pineale (una ghiandola endocrina nel cervello dei vertebrati che, tra le altre attività, produce la melatonina che regola il ritmo circadiano del sonno – veglia). Hobbes dice invece che le sensazioni non derivano dal movimento, ma sono esse stesse movimento. Tuttavia si potrebbe ribattere che esiste una contraddizione perché come può una sensazione derivare da un movimento che presuppone di per se la materia? Hobbes però non si pone questo quesito ed afferma che la sensazione derivi da uno stimolo esterno che genera, secondo termini meccanicistici, un movimento del corpo verso il centro (identificato con il cuore o con il cervello); a partire da questo centro si genererebbe il moto, ossia la sensazione.
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