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Concetti Chiave

  • Hobbes critica Cartesio sostenendo che il pensiero richiede un soggetto pensante, definito come "subeiectum", per poter esistere come atto.
  • Le idee nella mente umana sono suddivise in tre categorie: innate, avventizie e fattizie, con le idee innate presenti fin dalla nascita.
  • Le idee avventizie derivano dall'esperienza, mentre le idee fattizie sono create combinando altre idee, come nel caso di creature mitologiche.
  • Hobbes esprime dubbi sulla certezza della realtà esterna, suggerendo che il soggetto pensante potrebbe essere ingannato da un genio maligno.
  • Per determinare se le idee corrispondono a una realtà esterna, è necessario interrogarsi sulle cause di queste idee.

Hobbes e il pensiero come facoltà

La seconda obiezione che Hobbes porta a Cartesio è questa: il pensiero in quanto facoltà di pensare, esige di un sostegno. Quindi se c’è il pensiero, come atto ci deve essere anche una cosa pensante, un subeiectum.

Qual è l'origine delle idee innate?

Nella mente dell’uomo vi sono idee che il soggetto ha nell’atto di pensare. Quali sono queste rappresentazioni? Le idee innate, le idee avventizie e le idee fattizie. Si tenga sempre presente che Cartesio è un filosofo razionalista. L’uomo viene al mondo non come tabula rasa, su cui poi vengono impresse idee dalle esperienze della vita, ma con un corredo di idee, che sono appunto le idee innate, che non possono derivare dall’esterno o da una creazione o attività di pensiero, bensì che sembrano nate con noi.

Nel pensiero poi vi sono rappresentazioni che sembrano venire da un mondo esterno, come le idee degli altri uomini, le idee naturali e idee costruite da soli, le fattizie, a partire da diverse combinazioni di idee avventizie, ad esempio l’idea dell’ippogrifo o della chimera.

Il dubbio sulla realtà esterna

Se il soggetto può essere sicuro dell’esistenza delle idee, in quanto oggetto del pensiero non può però essere certo della realtà delle cose che queste idee rappresentano, perché il soggetto pensante potrebbe essere ingannato dal genio maligno che gli fa creder esistenti cose costruite dalla sua immaginazione. Il soggetto pensante deve dubitare della realtà, di tutto ciò di cui possiede l’idea. Ma allora come posso io procede per provare a trovare un modo per rendere ragione della realtà delle cose fuori da me? L’unico modo per scoprire se alle idee che possediamo nel nostro pensiero corrisponde una realtà esterna è interrogarsi sulle loro cause.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Hobbes riguardo al pensiero come facoltà?
  2. Hobbes sostiene che il pensiero richiede un sostegno, ovvero un soggetto pensante, per poter esistere come atto. Questo implica che non può esserci pensiero senza una cosa che pensi (soggetto) (Hobbes e il pensiero come facoltà).

  3. Come distingue Hobbes le diverse tipologie di idee nella mente umana?
  4. Hobbes distingue tra idee innate, avventizie e fattizie. Le idee innate sono quelle presenti fin dalla nascita, mentre le idee avventizie provengono dall'esperienza e le idee fattizie sono costruite combinando altre idee (Le idee innate e la loro origine).

  5. Qual è il dubbio principale che Hobbes solleva riguardo alla realtà esterna?
  6. Hobbes mette in discussione la certezza della realtà delle cose rappresentate dalle idee, suggerendo che il soggetto pensante potrebbe essere ingannato da un genio maligno. Pertanto, è necessario interrogarsi sulle cause delle idee per cercare di comprendere la realtà esterna (Il dubbio sulla realtà esterna).

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