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Concetti Chiave

  • Hegel definisce il "cattivo" infinito di Fichte come un processo dialettico lineare che impedisce all'essere di completarsi, lasciando l'uomo senza un senso ultimo della Storia.
  • Il "buon" infinito di Hegel si sviluppa in modo circolare, rappresentando una dimensione dinamica in cui l'essere si esplica, raggiungendo la perfezione della realtà e dell'uomo.
  • Per Hegel, il processo dialettico circolare è una reminiscenza della filosofia eraclitea, dove tutto è giustificato dalla sua intrinseca dinamicità e continua trasformazione.
  • Hegel critica l'assoluto di Schelling, descrivendolo come confuso e adialettico, dove le differenze tra soggetto e oggetto, positivo e negativo, non sono chiare.
  • Secondo Hegel, la comprensione delle determinazioni richiede che queste siano distinte, altrimenti la sovrapposizione non porta a un reale accrescimento di conoscenza.

Indice

  1. Il cattivo infinito di Fichte
  2. Il buon infinito di Hegel
  3. Critica all'assoluto di Schelling

Il cattivo infinito di Fichte

Hegel chiama "cattivo" infinito il processo dialettico di Fichte, poiché questo si sviluppa in modo lineare, l'essere non si completa mai con il dover essere (L'Io, in parole semplici, non riesce mai a completare quel processo di dialettizzazione del mondo che gli è proprio in modo costitutivo) e quindi l'uomo non riesce mai a raggiungere il senso ultimo della Storia nel mondo.

Il buon infinito di Hegel

Invece il processo dialettico hegeliano si sviluppa in modo circolare (idea, spirito, natura, idea...); questa è una dimensione che per il filosofo realizza la perfezione della realtà, dell'uomo e della natura, proprio perché la dimensione con cui l'essere si esplicita è una dimensione continuamente cangiante (reminiscenza della filosofia eraclitea; sia per Eraclito che per Hegel tutto ciò che esiste si giustifica alla luce di una sua intrinseca dinamicità). Dunque per Hegel nel circolo si realizza la perfezione del Tutto e per questo il suo processo dialettico è la rappresentazione del cosiddetto "buon" infinito

Critica all'assoluto di Schelling

Hegel critica l'assoluto di Schelling, paragonandolo alla "notte in cui tutte le vacche sono nere". L'assoluto di Schelling, infatti, è un assoluto adialettico in cui tutto è confuso, in cui non si capiscono le differenze tra le varie parte che lo compongono; è cioè un'unione di determinazioni opposte: soggetto-oggetto, positivo-negativo, bianco-nero, Io-NonIo, spirito-natura. Nell'assoluto schellingiano tutte le determinazioni si sovrappongono e la sovrapposizione per Hegel non è un fattore di accrescimento, poiché per il filosofo solo se le determinazioni sono distinte si possono comprendere.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra il "cattivo" infinito di Fichte e il "buon" infinito di Hegel?
  2. La differenza principale risiede nel modo in cui si sviluppano i processi dialettici: Fichte presenta un processo lineare che non porta a una conclusione definitiva, mentre Hegel propone un processo circolare che realizza la perfezione della realtà attraverso una continua dinamica di trasformazione (come citato nel testo).

  3. Come Hegel critica l'assoluto di Schelling?
  4. Hegel critica l'assoluto di Schelling paragonandolo a una "notte in cui tutte le vacche sono nere", evidenziando che è un assoluto adialettico in cui le differenze tra le varie determinazioni non sono chiare, rendendo impossibile la comprensione (come descritto nel testo).

  5. Qual è il significato della dinamicità nel pensiero di Hegel?
  6. La dinamicità è fondamentale nel pensiero di Hegel, poiché rappresenta la continua trasformazione dell'essere, che consente di giustificare l'esistenza e di raggiungere la perfezione del Tutto, in contrasto con la staticità del pensiero di Fichte (come indicato nel testo).

Domande e risposte

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