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Contesto Storico e Filosofico


La filosofia dominante durante questo periodo il pensiero dominante è la filosofia della borghesia, il Positivismo. Tutto è considerato studiabile con la scienza e grazie a questo migliorabile: si ha una grande positività verso il futuro. Ma ha questa positività si contrappone l’osservazione delle condizioni di vita degli operai. Questo porta allo svilupparsi di un movimento opposto al Positivismo, che vive nello stesso periodo storico, che guarda invece all’uomo contemporaneo: il Decadentismo.

Comte, filosofo positivista, nel 1830 pubblica Corso di Filosofia Positiva. Comte non è interessato alla metafisica ma solo alla scienza, con cui si può conoscere tutto e con la quale si devono indagare le leggi di un meccanismo causa-effetto che regolano il mondo fenomenico in modo oggettivo esperimentale. La scienza, unica forma di conoscenza possibile, è l’elemento del progresso e deve essere messa anche alla base dei rapporti sociali, fondando una sociologia scientifica. Il suo amore per il progresso piace alla borghesia.

Si diffondo inoltre le idee di Darwin che, applicate alla società, sostengono la borghesia che si indentifica nella classe più forte e adatta.
Si affrontano anche la psiche e le emozioni da un punto di vista scientifico, così come il corpo, fondando il determinismo psicologico perché si pensa che il comportamento sia determinato dalla ‘razza’, dal ‘momento’ cioè il contesto storico in cui si è cresciuti e dallo stimolo esterno.
In storiografia si studiano solo i fatti documentanti e la critica artistica ci si basa sul determinismo psicologico: durante il Romanticismo si valutava l’originalità dell’opera ora si studiano le cause che hanno portato alla sua creazione studiandone l’autore.

Naturalismo Francese


Con l’avvento del Positivismo il Romanticismo perde la sua forza perché non ci si interessa più agli ideali che avevano caratterizzato il secolo precedente ma si è più pratici e materialisti. La prosa si divide in due: chi sostiene il Positivismo e chi invece mette in luce gli aspetti negativi della società contemporanea per denunciare i problemi che la scienza e il progresso non solo non hanno risolto ma che hanno aggravato.
In Francia questo movimento prende il nome di Naturalismo (che trova una corrispondenza in ambito artistico con il Realismo). Le opere vengono scritte in funzione di un progetto educativo senza però interpretare direttamente i fatti che stanno descrivendo: utilizzano infatti la tecnica dell’impersonalità. Rompendo con la tradizione l’autore non entra più direttamente nel romanzo né con un discorso diretto on una scrittura in prima persona né con spiegazioni o anticipazioni di quello che sta succedendo o che andrà a succedere.

Gustave Flaubert


Il primo modello di prosa naturalista è Flaubert che scrive una prosa di denuncia: descrive stracci di vita vera, senza alcune correzioni. Anticipa i tempi, applicando anni prima i caratteri che nel 1880 teorizzerà Emile Zola con Il Romanzo Sperimentale. Il principio fondante della produzione di Flaubert è il “canone dell’impersonalità”: l’autore è assente e il lettore e i personaggi hanno la stessa conoscenza dei fatti che si stanno svolgendo.
La lingua utilizzata è media, utilizzabile per qualsiasi contesto sociale e solleva l’autore dalla scelta linguistica che avrebbe potuto delineare una suo interferenza all’interno delle opere, anche se a volte si trovano dialetti o espressioni gergali in altre produzioni francesi. Alla base della sua produzione c’è un’osservazione attenta e scientifica di ciò che descriverà. Gli autori naturalisti, come Flaubert, sono impegnati anche in campo sociale e civile con un’azione di denuncia che non si ferma solo alla produzione letteraria ma li vede socialmente attivi.
Madame Bovary
Romanzo iconico della produzione di Flaubert è Madame Bovary del 1857. L’opera vede Emma, una ragazza appassionata dei romanzi romantici e in cerca del vero amore e suo marito. L’insoddisfazione per la vita nella monotona cittadina in cui vive porta il marito, medico, a prendere la decisione di trasferirsi in una città più grande dove potrà prendere parte alla vita sociale che lei amava. Nemmeno qui trova la felicità che cercava finché non inizia una relazione con un giovane con cui crede di aver trovato il vero amore, relazione assecondata dal marito che, amandola profondamente, è contento dei miglioramenti di salute che vede in lei. I debiti per gli oggetti lussuosi che Emma desiderava e la delusione amorosa nello scoprire che con nessuno dei due uomini con cui aveva iniziato una relazione aveva trovato il vero amore, la spingano al suicidio. Poco dopo anche il marito muore di dolore.
Il romanzo mette in luce l’invidia e la superficialità della classe borghese, che ha perso i valori di unità e uguaglianza per cui aveva lottato durante la rivoluzione: ora è moralmente vuota e l’unica cosa che vuole è il lusso e il denaro, in concordanza con questo nessuno ei personaggi è complesso ed esplorato ma sono tutti piatti. Emma è vittima della società e il marito è vittima ne è vittima come lei ma è anche vittima della moglie e del suo amore.

Baudelaire e Decadentismo


In poesia la svolta si ebbe con Baudelaire. La sua prima opera, I Fiori del Male, è stata pubblicata nel 1857, lo stesso anno di Madame Bovary e esprime, in poesia, la stessa delusione e la stessa scomparsa di ideali e morale. Scrive per esprime la sua angoscia per la delusione di un futuro che non si è avverato e cerca la verità in ciò che non appare, perché lo considera troppo brutto per essere la verità. Prova una sfiducia verso i valori di riferimento come Dio, la scienza o la ragione. E’ seguita da D’Annunzio e Pascoli.
Si rifugia dentro l’interiorità dell’uomo, quello che non è piegato dalle norme esterne, e la studia ricercando lì la verità, dentro alle cose, ed è raggiungibile solo con mezzi irrazionali come la poesia e l’arte in generale. Questo tipo di conoscenza non è duraturo e universale: si straccia il velo e si accede ad un’illuminazione con l’animo sensibile del poeta. La poesia però è consolatoria solo mentre viene prodotta perché fuori dal mondo poetico l’artista viene rifiutato e deriso (ne è un esempio la poesia L’Albatro), sente il mondo come ipocrita e fine a se stesso, opprimente, e vuole scappare. Cerca un legame di corrispondenza che sta dietro alle cose e raggiunge una dimensione onirica poiché il poeta è simile a colui che interpreta i sogni, senza però detenere al verità: non esiste una verità universale da conoscere.
Si svincola dalle modalità espressive tradizionali: i testi comunicano con il lettore in modo immediato e irrazionale, privilegia figure retoriche come sinestesia o metafora e l’aspetto fonico.
A livello filosofico il decadentismo di riconosce nell’irrazionalismo di Bergson e nell’intuitismo che si sviluppa tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900.
La vita è creazione, un prodotto impulsivo che si stabilizza nel tempo. Visto che gli esseri non si ripetono mai uguali non esiste una regola o una verità comune. La vita, essendo impulsiva, si percepisce in modo irrazionale e l’unico mezzo conoscitivo è l’intuizione, mezzo unico e irripetibile che da una conoscenza utile solo per una particolare occasione, non universale.
Altri movimenti che seguono il decadentismo sono l’estetismo che mette come valore fondamentale il senso estetico che si vede nel Ritratto di Dorian Grey o nella vita di Andrea Sperelli protagonista di un’opera di D’Annunzio che vive la sua vita nel modo unico e irripetibile di un’opera d’arte. Si basano sul Superomismo di Nietzsche e D’Annunzio.
Nel 1884 viene pubblicato da Mallarmé I poeti Maledetti, raccolta di opere di Corbière, Rimbaud e Mallarmé stesso con una tecnica non convenzionale e contenuto provocatorio.
À Rebours un’opera di Huysmans, che significa ‘al contrario ’. Tratta di un uomo che, volendosi tenere distante dalla cultura contemporanea, si ritira in una casa isolata dove legge Schopenhauer e atri scrittori decadenti di ogni periodo storico. Vuole vivere una vita di rappresentazioni della volontà e sempre magnifica e al limite.
D’Annunzio scrive Il Piacere, il protagonista vive in una ambiente comune, al contrario del protagonista dell’opera precedete, a che vive la vita come fosse un’opera d’arte e in modo istintivo. Per D’Annunzio la poesia è la disciplina più importante e l’arte è ‘poiein’ cioè fare, in greco.
Altre correnti importanti sono i crepuscolari ei futuristi in Italia. In poesia Pascoli e D’Annunzio e in prosa Svevo e Pirandello.

Scapigliati


E’ un movimento italiano nato a Milano, dove si concentrava la scarsa produzione industriale del paese e quindi gli effetti negativi da essa derivati. Con le loro opere, seguendo un metodo scientifico e lo stile dei naturalisti francesi, vogliono dimostrare le loro critiche alla società contemporanea che si sta distaccando sai principi fondamentali, così come con il loro stile di vita ma a differenza dei francesi non si metteranno mai in gioco direttamente. Sono parte della formazione di Verga e grazie a loro scopre questo nuovo stile di scrittura quando si trasferisce a Milano.

La filosofia dominante durante questo periodo il pensiero dominante è la filosofia della borghesia, il Positivismo. Tutto è considerato studiabile con la scienza e grazie a questo migliorabile: si ha una grande positività verso il futuro. Ma ha questa positività si contrappone l’osservazione delle condizioni di vita degli operai. Questo porta allo svilupparsi di un movimento opposto al Positivismo, che vive nello stesso periodo storico, che guarda invece all’uomo contemporaneo: il Decadentismo.

Comte, filosofo positivista, nel 1830 pubblica Corso di Filosofia Positiva. Comte non è interessato alla metafisica ma solo alla scienza, con cui si può conoscere tutto e con la quale si devono indagare le leggi di un meccanismo causa-effetto che regolano il mondo fenomenico in modo oggettivo esperimentale. La scienza, unica forma di conoscenza possibile, è l’elemento del progresso e deve essere messa anche alla base dei rapporti sociali, fondando una sociologia scientifica. Il suo amore per il progresso piace alla borghesia.
Si diffondo inoltre le idee di Darwin che, applicate alla società, sostengono la borghesia che si indentifica nella classe più forte e adatta.
Si affrontano anche la psiche e le emozioni da un punto di vista scientifico, così come il corpo, fondando il determinismo psicologico perché si pensa che il comportamento sia determinato dalla ‘razza’, dal ‘momento’ cioè il contesto storico in cui si è cresciuti e dallo stimolo esterno.
In storiografia si studiano solo i fatti documentanti e la critica artistica ci si basa sul determinismo psicologico: durante il Romanticismo si valutava l’originalità dell’opera ora si studiano le cause che hanno portato alla sua creazione studiandone l’autore.

Naturalismo Francese


Con l’avvento del Positivismo il Romanticismo perde la sua forza perché non ci si interessa più agli ideali che avevano caratterizzato il secolo precedente ma si è più pratici e materialisti. La prosa si divide in due: chi sostiene il Positivismo e chi invece mette in luce gli aspetti negativi della società contemporanea per denunciare i problemi che la scienza e il progresso non solo non hanno risolto ma che hanno aggravato.
In Francia questo movimento prende il nome di Naturalismo (che trova una corrispondenza in ambito artistico con il Realismo). Le opere vengono scritte in funzione di un progetto educativo senza però interpretare direttamente i fatti che stanno descrivendo: utilizzano infatti la tecnica dell’impersonalità. Rompendo con la tradizione l’autore non entra più direttamente nel romanzo né con un discorso diretto on una scrittura in prima persona né con spiegazioni o anticipazioni di quello che sta succedendo o che andrà a succedere.

Gustave Flaubert


Il primo modello di prosa naturalista è Flaubert che scrive una prosa di denuncia: descrive stracci di vita vera, senza alcune correzioni. Anticipa i tempi, applicando anni prima i caratteri che nel 1880 teorizzerà Emile Zola con Il Romanzo Sperimentale. Il principio fondante della produzione di Flaubert è il “canone dell’impersonalità”: l’autore è assente e il lettore e i personaggi hanno la stessa conoscenza dei fatti che si stanno svolgendo.
La lingua utilizzata è media, utilizzabile per qualsiasi contesto sociale e solleva l’autore dalla scelta linguistica che avrebbe potuto delineare una suo interferenza all’interno delle opere, anche se a volte si trovano dialetti o espressioni gergali in altre produzioni francesi. Alla base della sua produzione c’è un’osservazione attenta e scientifica di ciò che descriverà. Gli autori naturalisti, come Flaubert, sono impegnati anche in campo sociale e civile con un’azione di denuncia che non si ferma solo alla produzione letteraria ma li vede socialmente attivi.

Madame Bovary


Romanzo iconico della produzione di Flaubert è Madame Bovary del 1857. L’opera vede Emma, una ragazza appassionata dei romanzi romantici e in cerca del vero amore e suo marito. L’insoddisfazione per la vita nella monotona cittadina in cui vive porta il marito, medico, a prendere la decisione di trasferirsi in una città più grande dove potrà prendere parte alla vita sociale che lei amava. Nemmeno qui trova la felicità che cercava finché non inizia una relazione con un giovane con cui crede di aver trovato il vero amore, relazione assecondata dal marito che, amandola profondamente, è contento dei miglioramenti di salute che vede in lei. I debiti per gli oggetti lussuosi che Emma desiderava e la delusione amorosa nello scoprire che con nessuno dei due uomini con cui aveva iniziato una relazione aveva trovato il vero amore, la spingano al suicidio. Poco dopo anche il marito muore di dolore.
Il romanzo mette in luce l’invidia e la superficialità della classe borghese, che ha perso i valori di unità e uguaglianza per cui aveva lottato durante la rivoluzione: ora è moralmente vuota e l’unica cosa che vuole è il lusso e il denaro, in concordanza con questo nessuno ei personaggi è complesso ed esplorato ma sono tutti piatti. Emma è vittima della società e il marito è vittima ne è vittima come lei ma è anche vittima della moglie e del suo amore.
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