pexolo di pexolo
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In generale si intende la tecnica per l’accertamento (descrizione, calcolo o previsione) di un qualsiasi oggetto, fatto o entità. Di conseguenza l’operazione conoscitiva instaura un rapporto con l’oggetto, da cui emerge la sua caratteristica essenziale. Le varie interpretazioni della conoscenza sono per tanto il vario modo di intendere questo rapporto e, per comodità espositiva, si possono ridurre a due: 1. il rapporto è di identità o somiglianza (modello iconico); 2. il rapporto è una presentazione dell’oggetto. La prima interpretazione è quella più frequente nella filosofia occidentale, anche se presenta delle differenze al suo interno secondo se: a. l’identità con l’oggetto è considerata come identità della conoscenza con tutti gli elementi di esso (e questa è la dottrina della conoscenza presente nel mondo antico nei presocratici, in Platone, Aristotele). Oppure: b. come identità con l’ordine di quegli elementi (e questa concezione inizia con Cartesio prosegue con Spinoza, Locke e Kant).

Per quanto riguarda il secondo tipo di conoscenza si tratta non già di assimilarsi all’oggetto o convertirsi in esso, ma di rendere presente l’oggetto come tale o in un segno che lo descrive: dagli Stoici, attraverso la filosofia medioevale, questa dottrina la troviamo in Hobbes, e poi in Berkeley e Hume, i quali la congiungono con la teoria della conoscenza come connessione di idee, quindi totalmente differente dalla concezione dell’assimilazione con l’oggetto.
Nella filosofia del Novecento il problema della conoscenza nei termini fin qui descritti si è tuttavia modificato, non ponendosi più la questione dell’attività o passività del soggetto di fronte all’oggetto, né quella della realtà fuori di esso. Fenomenologia, pragmatismo e filosofia della scienza, seppure con terminologie diverse, negano che la conoscenza sia una forma o categoria universale e assumono come oggetto di indagine i procedimenti effettivi o il linguaggio della scienza. La teoria della conoscenza ha lasciato il posto alla metodologia delle scienze, non si pone cioè il problema di un oggetto da raggiungere, quanto quello della validità delle procedure effettive usate per l’accertamento dell’oggetto.

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