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Come nasce la scienza moderna


La nascita della scienza moderna viene individuata nella rivoluzione scientifica, il cui ambito cronologico è datato tra la scoperta di Copernico (1543) e quella di Newton (1687).
I fattori che hanno prodotto però la nascita della scienza moderna sono molteplici. Prime fra tutti sono le condizioni storiche, sociali, economiche e culturali.
A livello storico-sociale ci troviamo nel periodo in cui si affermano gli stati cittadini e gli stati nazionali, e quindi nasce una civiltà urbano-borghese che ha un sistema di vita più complesso e dinamico. Questo porta necessariamente alla nascita di nuovi bisogni come ad esempio navi più resistenti e veloci, eserciti con un adeguato armamento, vie di comunicazione più efficienti… .
I tecnici, avendo dunque bisogno di maggiori nozioni di matematica, fisica... , ricorrono all'aiuto degli scienziati. A loro volta però anche questi ultimi hanno bisogno dei tecnici che hanno esperienza diretta delle cose. Per cui nasce quell’ alleanza tra tecnici e scienziati che perdura ancora oggi e che portò al superamento della divisione fra scienza e applicazioni pratiche. Infatti caratteristica fondamentale della rivoluzione scientifica è la formazione di un sapere che, diversamente da quello precedente medioevale, che distingueva le arti liberali da quelle meccaniche (considerando inoltre quest’ultime vili) riunisce la teoria e la pratica, dando così origine a un nuovo tipo di dotto.
A livello invece culturale, il Rinascimento costituisce la base ideale per la nascita della scienza. Innanzitutto infatti era avvenuta la laicizzazione del sapere, per cui il distaccamento della conoscenza dalla religione, che permise la rivendicazione della libertà della ricerca intellettuale. Grazie poi alla ripresa di tutti i testi antichi, anche di quelli che nel Medioevo erano stati censurati, l’uomo riscopre alcune scoperte scientifiche che erano state vietate perché contro la religione cattolica. Ad esempio abbiamo la riscoperta dell’atomismo, o delle teorie eliocentriche dei pitagorici (antecedente di Copernico), o ancora gli studi di Archimede o altri astronomi, geografi, medici… . Altro innovazione del Rinascimento che ha contribuito alla nascita della scienza moderna è sicuramente la nuova concezione della natura e delle capacità che ha l’uomo di conoscerla, quando invece nel medioevo l’uomo non si curava di studiarla perché ritenuta guidata da leggi divine e perché appariva come una fuga dalla propria interiorità. Invece durante il Rinascimento, l’indagine naturale diviene lo strumento indispensabile per migliorare la vita terrena poiché porta al dominio della natura. Contribuiscono inoltre anche le indagini delle scienze occulte con il parallelismo tra macrocosmo e microcosmo e la concezione dell’universo come un essere vivente. Ricordiamo ad esempio il mago Paracelso che per primo individuò come scopo della vita la ricerca e unì la teoria alla pratica. Parallela alle scienze occulte nasce poi anche la filosofia naturale che per prima considera la natura come retta da principi propri e propone di interpretare la natura con la natura stessa, partendo appunto dall’osservazione diretta. Il naturalismo è infatti una delle caratteristiche principali del Rinascimento che vuole sottolineare come l’uomo sia un essere naturale egli stesso e come abbia l’interesse e la capacità di studiare la natura. Anche gli aristotelici contribuirono ad indirizzare la ricerca sul problema della natura e inoltre difesero i diritti della ragione individuando in essa lo strumento necessario per l’indagine filosofica e per l’osservazione scientifica dei fatti.
Naturalmente le condizioni storico-sociali e culturali da sole non possono contribuire alla nascita della scienza, sono necessari infatti delle persone che ne usufruiscano in modo corretto. Non esistevano ancora scienziati di professione ma soltanto persone che amavano fare ricerche durante il tempo libero, e proprio questi intellettuali, riunendosi nelle accademie, producevano cultura e scienza. Fra questi dotti ricordiamo per esempio Brahe che ipotizzò un universo a metà tra quello aristotelico e quello copernicano nel quale la Terra si trovava al centro, il Sole girava intorno ad essa ed intorno al sole ruotavano poi gli altri pianeti. Altro importante studioso che contribuì fu Keplero, il quale individuò il movimento ellittico dei pianeti e non più circolare come era per Copernico. Ricordiamo poi Giordano Bruno che, dopo Copernico, andò contro la teoria aristotelica-tolemaica ipotizzando l’infinità dell’universo e la molteplicità dei mondi e delle creature, ampliando ancor di più la teoria copernicana. Le sue idee però non erano oggetto di studi scientifici, e per questo furono accolte freddamente dagli altri astronomi, ma avevano una spiegazione metafisica relativa all’infinità di Dio.
Ma lo sviluppo della scienza non fu facile in quanto questa dovette scontrarsi con la Chiesa, con la tradizione culturale e con le scienze occulte. La Chiesa si sentiva minacciata poiché le nuove idee mettevano in discussione ciò che era scritto nelle Sacre Scritture e che era stato tramandato per secoli, e inoltre temeva che questa mentalità razionalistica avrebbe anche potuto investire il campo etico-morale sul quale la chiesa aveva il potere.
La tradizione culturale si sentiva ugualmente minacciata in quanto metteva in discussione le teorie cosmologiche e fisiche, basate sulla teoria aristotelica, fino ad allora ritenute certe. E inoltre sminuiva il ragionamento teorico e i dogmi, e minava le vecchie autorità per dare più importanza all’esperienza. Anche l’importanza dell’uomo veniva meno, infatti prima era ritenuto creatura prediletta perché si trovava nel centro dell’universo mentre ora si ipotizzava anche la presenza di altri esseri viventi.
Le forze occulte invece si sentivano minacciate poiché la scienza prevedeva un sapere aperto e verificabile da chiunque, mentre la magia era riservata a pochi e non era dimostrabile.
Per questo motivo, la vecchia cultura, la Chiesa e le scienze occulte tentarono in ogni modo di scoraggiare intellettualmente, moralmente e fisicamente i seguaci delle nuove idee, ad esempio vediamo come Galileo fu processato dalla Chiesa con l’accusa di essere eretico, ma questo non bloccò gli scienziati bensì li spronò a continuare.
La nuova scienza infatti finirà per imporsi grazie alle dimostrazioni effettive della propria validità, grazie all’invenzione del telescopio ad opera di Galileo, anche se a prezzo di sofferenze e battaglie. La Chiesa impiegò due secoli per accettarla pienamente, e questo fu possibile grazie soprattutto alla concezione bruniana dell’universo che ritenendo quest’ultimo infinito perché creato da un Dio infinito, aumentava la magnificenza di Dio. La visione bruniana dell’universo fu dunque accettata ed entrò a far parte della mentalità moderna, diventando la base di partenza per ulteriori scoperte scientifiche.
Da questa rivoluzione scientifica derivano poi la concezione moderna della natura e della scienza:
-la natura come ordine oggettivo (che non ha niente a che vedere con la dimensione spirituale), determinato da causa-effetto e governato da leggi;
-la scienza come sapere sperimentale (fondato cioè sull’ esperienza), matematico (perché si fonda su calcoli e misure) e universalmente valido, che ha come scopo la conoscenza del mondo e il dominio su di esso.
Restano ancora però in discussione la questione dell’infinità dell’universo, l’esistenza di altre creature viventi e razionali e la struttura ultima dello spazio cosmico.
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