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La filosofia umanistica rinascimentale



L'età moderna inizia nel 1400 con il fenomeno dell' Umanesimo che, propone il ritorno al mondo classico,cultura che collegava l'uomo al centro dell'universo insieme alla sua dignità e libertà. Questo fenomeno proseguì anche nel 1500 quando si diffuse in tutti i campi (dalla filosofia all'arte) venendo ad assumere il nome di "Rinascimento".
Umanesimo e Rinascimento quindi sono due grandi enti che affermando la centralità dell'uomo nel cosmo; una centralità che va a sostituire il ruolo di Dio nel Medioevo. Ciò non significa che i nuovi intellettuali fossero atei, molti addirittura erano profondamente religiosi,ma avevano solo una visione differente della religione che considerava l'uomo artefice del proprio destino,padrone della propria vita. I pensatori di quest'epoca,infatti,ritengono che Dio gli abbia affidato il dominio sulla terra ma per dominare, è necessario conoscere i segreti e le leggi della natura tramite lo studio. La centralità dell'uomo era già stata sostenuta da Petrarca,non a caso considerato uno dei fondatori del movimento umanistico, ma , la prima manifestazione chiara del nuovo spirito si trova in "Dignità ed eccellenza dell'uomo" di Giannozzo Manetti ove l'uomo è esaltato in particolar modo per le sue facoltà conoscitive.
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