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Cartesio: vita e Metodo


Cartesio ( René Descartes) nasce a La Haye nel 1596.Egli viene cresciuto dalla nonna e nel 1607 entra nel collegio dei gesuiti a La Flèche dove si dedica agli studi umanistici, alla matematica e alla teologia. In questo periodo Cartesio decide di dedicarsi alla ricerca della verità di ogni cosa. Nel 1616 egli studia diritto all’università di Poitiers, e successivamente entra nell’esercito, partecipando alla guerra dei trent’anni e ad altre battaglie, scrivendo le sue prime opere giovanili. Una volta in Germania, sempre per il servizio militare, si rende conto di come le cose vengono insegnate distanti dalla realtà e dalla verità, e compie una riflessione filosofica e scientifica, facilitata da 3 ipotetici suoi sogni, che gli pongono come compito, quello di scoprire un metodo per ricercare la verità. Nel 1621 egli abbandona il servizio militare, e compie diversi viaggi in Europa, finché poi non ritorna a Parigi, per studiare la matematica, la fisica e la morale. Nel 1628 Cartesio va in Olanda, nei Paesi Bassi, un paese più aperto mentalmente rispetto alla Francia, dove però rimane in solitudine, per potersi dedicare maggiormente alla ricerca della verità. Nel 1635 ha una relazione con una domestica, Helene Jans, dalla quale ha una figlia, anche se lui non la riconosce. In questo periodo egli si dedica alla scrittura e alla sua creatività, componendo nel 1637 il “Discorso sul metodo”, che è un’introduzione a 3 saggi scientifici: “La diottrica”, “Le meteore”, e “La geometria”, degli esempi di applicazione del metodo, e anche “Meditazioni metafisiche” ecc., facendo numerose polemiche sulla Chiesa, perché Cartesio pensa che non possa cambiare, e anche sul metodo di insegnamento scolastico. Per le diverse critiche, Cartesio viene accusato di ateismo, ma nonostante ciò viene invitato nella varie corti europee, come quella di Stoccolma, per esporre la sua filosofia, ma durante il colloqui, per via del freddo, egli si prende una polmonite e muore nel 1650, nonostante ci siano diverse teorie sulla sua morte, perché alcuni pensano che sia morto di avvelenamento.
Metodo
Cartesio, in seguito alla rivoluzione scientifica del Cinquecento, e al metodo scientifico di Galileo, cerca di individuare un metodo per ricercare la verità, che possa essere applicato a tutti i campi del sapere, a tutte le discipline, e non solo alla matematica. Per ricercare la verità, Cartesio cerca di risalire alle cause prime da cui dipende dalla realtà, senza limitarsi solo sulle cose osservabili in natura. Per lui la filosofia è la metafisica, da cui poi parte la verità delle altre discipline, e lo strumento di indagine della metafisica è la ragione, che deve elaborare un metodo certo, semplice e lineare, per risolvere in elementi semplici, anche le questioni più complesse, in modo da distinguere il vero dal falso, prendendo come modello di riferimento la matematica, che è uno strumento che permette all’uomo di conoscere la realtà in modo vero. Egli elabora così un metodo diviso in 4 fasi:
- l’evidenza ( intuizione), che afferma di accettare per vero, solo ciò che è evidente, ciò che non si può mettere in dubbio e che è chiaro e distinto. Chiare sono le idee che sono conosciute in modo dettagliato e completo, e distinte sono quelle delimitate, che non possono essere confuse con altre;
- l’analisi ( deduzione), che afferma di dividere i problemi complessi in più parti, in modo da renderli semplici e più facilmente risolvibili;
- la sintesi, che afferma che bisogna riunire i pensieri dai più semplici ai più complessi in modo da risolverli e da trovare poi la soluzione del problema complesso;
- l’enumerazione, che afferma di ricontrollare tutti i passaggi, in modo da essere sicuri di non aver tralasciato nulla.
Dopo aver schematizzato il metodo, Cartesio cerca ciò che è evidente, ciò che è certo, e per fare ciò applica il cosiddetto dubbio metodico, ponendo in dubbio tutto ciò che si è da sempre ritenuto vero. Egli parte dalle conoscenze sensoriali, che a volte ingannano, ma come ingannano a volte, potrebbero ingannare sempre. Per questo motivo noi potremmo dubitare addirittura della nostra esistenza corporea e di tutto ciò che ci circonda, che potrebbe essere solo un’illusione, come nei sogni, perché potrebbe esserci un genio maligno che ci fa vedere le cose in un modo diverso da quelle che sono. Per questo motivo viene messa in dubbio persino la matematica, non si ha più nessuna certezza, perché tutto ci può ingannare, ma se qualcosa ci può ingannare, noi non possiamo essere nulla, e quindi esistiamo. Nel mentre che stiamo mettendo tutto in dubbio, stiamo pensando e dunque di conseguenza esistiamo “Cogito ergo sum” “penso dunque sono”, per arrivare a questa certezza, Cartesio lo fa però con un’intuizione immediata, unendo appunto il pensare con l’esistere, che diventa una certezza.
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