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La borghesia e il capitalismo

Spazzando via i residui del feudalesimo,la borghesia ha lasciato sussistere due sole classi sociali:se stessa,detentrice dei mezzi di produzione(capitali, terre, fabbriche) e il proletariato(da prole=figli), che possiede solo la propria forza-lavoro e la vende al borghese come merce.
La borghesia ha dunque il ruolo storico di aver fondato il sistema di produzione capitalistico. Ma,col passar del tempo,la borghesia,concentrando le ricchezze nelle proprie mani,provocherà la miseria di molti. Questa situazione intollerabile maschererà la rivoluzione comunista che avrà come protagonista il proletariato e getterà le basi per una società egualitaria, abolendo per sempre lo sfruttamento dell`uomo sull`uomo. Da quel momento in poi il controllo dei mezzi di produzione passerà al proletariato che abolirà la proprietà privata. Con la scomparsa delle classi sociali ci sarà anche l`estinzione dello Stato. Nella società comunista,ciascuno lavorerà in relazione alle sue capacità e riceverà in relazione ai suoi bisogni. Nel 1867,Marx,da solo,scrive "il capitale",che contiene il concetto del plusvalore,che è ciò che rende sempre più povero l`operaio e più ricco il padrone. Marx chiama plusvalore la differenza fra il costo del lavoro(=quello che il capitalista paga come salario all`operaio) e l`effettiva ricchezza prodotta dal lavoratore(sottopagata). Questo sistema sta alla base del capitalismo, il cui sistema di produzione ha come scopo l`incremento del capitale e del profitto. L`aumento del profitto, a sua volta, viene investito per una crescita indefinita del sistema stesso. Così, in questo ingranaggio, il proletariato `sfruttato`rende sempre più ricco il proprietario che,sottopagando gli operai e reinvestendo il capitale, diventa invece sempre più ricco.

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