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La filosofia di Tommaso D’Aquino

Tommaso D’Aquino fu uno dei principali teologi esponenti della patristica. Il filosofo incentra la sua speculazione filosofica sulla dimostrazione dell’esistenza di Dio, identificando sei “vie”: la via del movimento; la via dell’effetto; la via della contingenza; la via dei gradi di percezione; la via dell’ordine del mondo; la via eminentiae.
La filosofia di Tommaso D’Aquino è basata su una “teologia negativa” in quanto il filosofo nega l’affermazione che Dio possa possedere le imperfezioni proprie alle creature: Dio è perfetto e infinito e si contraddistingue quale il grado massimo di perfezione (via dei gradi di perfezione).
Inoltre, Tommaso D’Aquino identifica in Dio il primo motore immobile che ha dato ordine al mondo, inteso come massa informe e caotica (via del movimento e dell’ordine del mondo): Dio è la causa finale del tutto e si contraddistingue come garante dell’ordine.

Tommaso D’Aquino afferma che Dio è “incausato”: ovvero, è sempre esistito, non è stato generato o causato da nulla, bensì è lui la causa dell’esistenza (via dell’effetto) e per questo motivo è un Ente necessario in quanto senza Dio noi non saremmo mai esistiti e non esisteremmo (via della contingenza).
Possiamo constatare molte somiglianze della concezione di Dio nella filosofia di Aristotele e di Tommaso D’Aquino: per entrambi Dio è ordine, causa, ordinatore, incausato; tuttavia, per Tommaso D’Aquino, a differenza di Aristotele, Dio è Uno ed è una persona, invece per Aristotele vi è una pluralità di divinità e Dio non è visto né come persona né come Ente buono.

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